THE SWEET TOMORROW by Triennale Milano: incontri sulla la sostenibilità (alimentare e non solo)

Triennale Milano presenta The Sweet Tomorrow, un ciclo di sei incontri dedicato ai temi della sostenibilità. Food e non solo.

Il primo incontro Food sustainability. Do eat better ha visto protagonista Fabio Picchi, chef, scrittore, patron dello storico ristorante Cibreo, ideatore e realizzatore di progetti quali il Teatro del Sale e il C.Bio (Cibo Buono Italiano e Onesto), che, in dialogo con Paolo Martini, ha racontato la sua esperienza e il suo attivo impegno nell’applicare il concetto di sostenibilità al cibo e alle filiere produttive. Ecco il calendario completo dei prossimi appuntamenti in programma.

Entro il 2050, la popolazione mondiale sarà di 9 miliardi di persone, e con tale crescita aumenterà anche la domanda alimentare. Il consumo fuori misura delle regioni più sviluppate del pianeta e tipi di alimentazione ricchi di prodotti alimentari di origine animale stanno da tempo incidendo negativamente sull’ambiente. Le abitudini derivate da millenni sono state stravolte dopo i processi di industrializzazione nel campo agroalimentare, che hanno determinato una selezione di prodotti globalizzata in tutti i mercati mondiali, i quali a loro volta hanno stravolto l’alimentazione umana a livello globale. Per garantire cibo a sufficienza per le generazioni future e al tempo stesso minimizzarne l’impatto ambientale, è quindi necessario passare a produzioni alimentari più sostenibili.

Il cibo impatta sull’ambiente attraverso molteplici vie. Per misurare tale contraccolpo, si deve tener conto di tutte le fasi della filiera produttiva, ovvero dell’intero ciclo di vita che porta un alimento dal campo (o dall’allevamento) fino alla tavola e anche oltre.

Si potrebbe dire che ciascun alimento lascia un’impronta sull’ambiente che può essere calcolata in base a diversi indicatori. L’impronta idrica (Water footprint) indica per esempio quanta acqua dolce viene utilizzata o inquinata per produrre l’alimento e tiene conto anche del luogo in cui viene prelevata l’acqua. L’impronta di carbonio (Carbon footprint) si riferisce invece alle emissioni di gas serra lungo la filiera alimentare di un dato cibo e si misura in grammi di anidride carbonica equivalenti. Infine, l’impronta ecologica (Ecological footprint) rappresenta la misura della quantità di terra (o di mare) utilizzata e la capacità di rigenerarla.

Il sistema alimentare è la più grande minaccia per la biodiversità globale. Almeno l’80% della perdita di biodiversità globale è causata dall’agricoltura e dal sistema alimentare globale. L’estinzione riguarda specie ed ecosistemi sia terrestri sia marini. Con circa il 24% delle emissioni di gas serra di origine antropica, l’agricoltura è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico. Il 40% delle terre emerse è già sfruttato per l’agricoltura e l’allevamento. Ciò nonostante l’agricoltura, con la creazione di nuovi terreni per le colture, è la prima causa di deforestazione mondiale. Oggi si consumano dieci volte più fertilizzanti minerali che non negli anni sessanta, la cui diffusione ha sconvolto la chimica del Pianeta, raddoppiando i flussi di fosforo e azoto negli ecosistemi. Entrambe le sostanze stanno causando un diffuso inquinamento e degrado di laghi, fiumi e aree marine costiere.

Gli esperti FAO hanno cercato di dare una definizione di sostenibilità alimentare indicando come sostenibili una serie di pratiche relative al cibo nutrizionalmente sano, facendo riferimento non solo alle dirette proprietà organolettiche. Per essere definito sostenibile, in conclusione, il cibo deve avere un basso impatto ambientale, bassa impronta in termini di uso suolo e risorse idriche impiegate, deve prevedere un’attenzione particolare alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi. Al tempo stesso, deve soddisfare le linee guida nutrizionali, essere economicamente equo, accessibile a tutti e atto a valorizzare territorio e tradizioni locali.

Comprendere gli impatti della pandemia sulle aspettative e le richieste dei consumatori in materia di cibo e di sostenibilità si impone pertanto come argomento di stretta attualità, considerato che la sostenibilità appare legata a qualcosa di più della salute ambientale, includendo anche il benessere sociale ed economico.

La sostenibilità non è un concetto statico, ma un percorso di crescita. Ci si aspetta che le consapevolezze acquisite in questo periodo di pandemia comporteranno nuovi comportamenti d’acquisto, in termini socio-economici, dei consumatori: maggiore attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare, priorità a una retribuzione equa, al benessere degli animali, e al principio che un alimento è veramente sano quando fa bene a noi e fa bene al Pianeta, secondo una concezione olistica della società. Sarà forse possibile, a queste condizioni, innescare una transizione reale verso un mondo più sostenibile.

Fabio Picchi

GLI INCONTRI DI THE SWEET TOMORROW

  • 22 settembre 2021, ore 18.30
    Soluzioni tecnologiche per la questione ambientale
    con Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Iit di Genova
    Introduce Paolo Martini
  • 1 ottobre 2021, ore 18.30
    Humanité végétale et Les graines du monde: l’Institut Vavilov. Un pensiero evolutivo sul rapporto uomo-vegetale
    con Mario Del Curto, fotografo
    Introduce Paolo Martini
  • 15 ottobre 2021
    Revolutionary Roads
    con Mikael Colville-Andersen, Urban Designer / Urban Mobility Expert
    Introduce Paolo Martini
  • 29 ottobre 2021
    Fare politica verde. Appello a una nuova solidarietà europea
    con Alexandra Geese, europarlamentare
    Introduce Paolo Martini
  • Data da confermare: Rinascere sostenibili. Reti di comunità, con Carlo Petrini, gastronomo, sociologo, scrittore e attivista italiano, fondatore dell’associazione Slow Food. Introduce Paolo Martini

The Sweet Tomorrow è un progetto di Elisa Sommaruga e Paolo Martini, imprenditori e curatori, promosso da Triennale con il supporto di Intesa Sanpaolo.

 

Very Milano Confidential. Very Food Confidential.

 

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