Il buio della sala è interrotto da luci di un blu che vira al viola. Ai tavoli siedono persone che seguono con lo sguardo altissime spirali di acciaio che si intrecciano, si allontanano, disegnano iperbole e poi finiscono verso il basso. Anche noi ci ritroviamo con il naso all’insù mentre seguiamo il cameriere che ci accompagna ai nostri posti. Prima di allontanarsi, ci chiede se sappiamo come funzioni. No, è evidente già dai nostri sguardi che rimbalzano tra le spirali al soffitto per poi approdare, sollecitati dalla sua voce, sul monitor attorno a cui siamo invitati a sederci.
Avete già visto, il monitor da cui ordinare i piatti del menu? Sì ma probabilmente non questo dello Space Loop, un ristorante assolutamente originale – è l’unico del genere in Francia – che divide altri due universi spettacolari, l’Acquascope e il Futuroscope. Quest’ultimo è il popolarissimo parco divertimenti che sul podio francese segue a ruota colossi come Disneyland, Asterix e Puy du Fou ed è una delle attrazioni del Grand Poitiers, il territorio che circonda la splendida Poitiers.
Ma torniamo al monitor. Pazientemente, cerchiamo di fare come ci è stato insegnato: inserire le nostre carte individuali e selezionare un primo giro di portate; ripetere l’operazione per antipasti, portate principali e dessert. Fin qui, tutto bene. Il bello comincia dopo l’invio dell’ordine, quando di nuovo ci ritroviamo a puntare i binari che attraversano lo spazio aereo del ristorante e finiscono a ridosso della cucina. Da qui partono i contenitori chiusi attorno all’hamburger blu, al tiramisù al pistacchio, all’insalata thai con samossa e nem, alle proposte tex mex o a un classico risotto ai funghi. Come piccoli dischi volanti, i piatti percorrono le spirali che si intrecciano e poi si dividono tante volte quanti sono i tavoli da raggiungere. E’ il momento in cui si torna bambini e si battono le mani quando si scopre che il piatto è diretto a noi. L’incontro con questo territorio nel sud ovest della Francia – bellissimo e poco conosciuto dai viaggiatori italiani – comincia con questa incredibile esperienza sensoriale.
Dopo cena, direzione Futuroscope per un primo ingresso notturno. Oltre una galleria illuminata che ricorda la teoria di torij del santuario giapponese di Fushimi Inari, ci aspettano ponti e viali che ci portano fino all’anfiteatro gremito all’inverosimile. Prendiamo posto e ci lasciamo guidare da una giovane illusionista dall’animo infantile che ci proietta nella sua storia fantastica in cui si intrecciano sogni, effetti luminosi e sonori.
L’indomani, alla luce del giorno, il parco assume una dimensione completamente diversa: è il momento di scegliere le attrazioni, che sono davvero tante. Molte giocano con la fantasia, altre anche con la didattica e con il divertimento. Non posso che cominciare dall’Extraordinaire Voyage, naturalmente. Seduta e allacciata, con i piedi nel vuoto comincio un viaggio a volo d’uccello sorvolando i luoghi più spettacolari della Terra. Le frontiere sensoriali cadono definitivamente all’interno dell’attrazione Les Yeux Grands Fermés. Da Zanzibar alle Ande, nel buio totale, si perdono completamente i riferimenti e rimangono soltanto le sensazioni. I brividi si fanno più forti sulla piattaforma rotante ai piedi del più grande schermo LED al mondo: è l’universo degli Chasseurs de Tornades, i cacciatori di tornadi. Più avanti, nell’edificio a specchi che ospita Danse avec les Robots, finisco nelle mani dei robot giganti alti 9 metri che mi afferrano e mi scuotono come se fossi un birillo al ritmo della musica del DJ Martin Solveig. Il mio personale giro del mondo del futuro tocca anche la nuovissima Mission Bermudes dove mi imbarco su un battello fra rapide e altri fenomeni naturali generati grazie alla combinazione di tecnologia inedita e percorso acquatico. E visto che ormai ho i vestiti bagnati, proseguo sui tricicli d’acqua, pedalando per azionare le enormi ruote di gomma. Una fatica da ricompensare con un aperitivo fuori dal consueto, sorseggiando un drink con i piedi nel vuoto, seduta ai tavoli dell’Aerobar, sospesa a 35 metri dal suolo.
Dulcis in fundo, prima di lasciare il parco entro nella Serre des Mondes, la serra dei mondi. Dentro, mi muovo in un universo di specie vegetali che si animano al mio passaggio e che sembrano prendere vita, coinvolgendo vista, tatto, udito e odorato. Questa attrazione così particolare è firmata Moment Factory, lo studio creativo specializzato in esperienze immersive che ha realizzato anche l’Abisso di Luce dell’Aquascope, il nuovo parco di oltre 6000 metri quadrati interamente dedicato all’acqua in tutte le sue declinazioni e con l’unico cinema acquatico d’Europa, dove si nuota fra i colori e gli effetti speciali del video mapping.
L’esperienza in più: a una decina di chilometri, merita assolutamente una visita Poitiers, la “città dalle cento torri” e del romanico. Da il nome al territorio che la circonda – il Grand Poitiers – disseminato di incantevoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato e dove le botteghe conservano ancora gli antichi mestieri.
Per tutte le informazioni: ufficio del turismo Grand Poitiers: https://www.visitpoitiers.fr/
Come arrivare : due ore di viaggio in TGV dalla Gare Montparnasse di Parigi direttamente alla fermata Futuroscope,
In pratica
Aquascope e Futuroscope sono accessibili con due biglietti singoli o con pacchetti per uno o più giorni, eventualmente combinati con il pernottamento negli hotel del sito. Tra i più originali, l’hotel Station Cosmos dove si dorme all’interno di una stazione spaziale e l’Ecolodgee, immerso nella natura (e dove la colazione viene servita in cesti di vimini e lasciata davanti alla porta.
Il ristorante Space Loop si trova fuori dei parchi ed è aperto a tutti, senza biglietto di ingresso (ma è meglio prenotare)
















