Al via la settimana del Premio “L’Oro della Puglia e di Federico II” 2026: si parte dalle scuole per educare i giovani all’extravergine di qualità. Il 29 aprile il workshop sul food design al Castello Ducale, poi degustazioni, concorsi e la cerimonia finale il 3 maggio.
Non si impara a conoscere l’olio extravergine d’oliva dai libri, ma assaggiandolo, capendo perché quello conservato male in una credenza buia per sei mesi non è più lo stesso di quello uscito dal frantoio a ottobre. È questa la filosofia concreta e senza fronzoli con cui il Premio “L’Oro della Puglia e di Federico II” ha aperto la sua edizione 2026, partendo da dove nessuno si aspetterebbe di trovare un evento sull’extravergine: le aule scolastiche. Lunedì 27 aprile, all’IISS “Fiani-Leccisotti” di Torremaggiore, si è alzato il sipario su una settimana densa di appuntamenti che terrà l’Alto Tavoliere sotto i riflettori fino al 3 maggio, tra San Severo, San Paolo di Civitate e il cuore antico del borgo federiciano. Una manifestazione che cresce, si affina e, soprattutto, sceglie con coraggio il suo pubblico prioritario: i ragazzi.
Prima tappa: l’olio va a scuola
Tutto è cominciato con un assaggio. Renzo Ceccacci, presidente dell’Associazione OLEA, ha portato all’IISS “Fiani-Leccisotti” il format “Extravergine di oliva? …piacere di conoscerti!”: un percorso sensoriale guidato che insegna agli studenti a riconoscere un olio di qualità, a valutarlo con il naso e con il palato, a capire la differenza tra ciò che è buono davvero e ciò che sembra buono perché non si conosce il termine di paragone. Insieme a lui, Pasqua Attanasio per il Distretto del Cibo della Daunia Rurale e Massima Manzelli per l’Associazione La Peranzana hanno raccontato l’olivicoltura dauna tra tradizione e innovazione, mettendo in scena un dialogo vivo tra territorio e impresa.
Il dirigente scolastico Carmine Collina ha colto il senso profondo dell’iniziativa con parole nette: portare in classe un evento come questo significa costruire un ponte tra la scuola e il mondo reale, tra i ragazzi e le persone che quel mondo lo abitano ogni giorno. È formazione nel senso più autentico del termine — non nozioni, ma visioni. Il format si replica martedì 28 aprile all’Agrario “Di Sangro” di San Severo, mentre per le scuole primarie e medie sono in programma i laboratori “L’Olio in Casa” — mercoledì 29 a San Paolo di Civitate, giovedì 30 a Torremaggiore — in cui OLEA ha chiesto alle famiglie di portare l’olio che usano normalmente in cucina, per valutarlo e restituire un’analisi organolettica reale. I risultati, anticipa Ceccacci, potrebbero sorprendere: nel 25% dei casi l’olio viene conservato male e in pochi mesi diventa rancido. Un dato che non è una curiosità statistica, ma un problema di salute pubblica — soprattutto per bambini e ragazzi.
“A scatola aperta”: quando il design salva l’olio”
Mercoledì 29 aprile, al tramonto, il Castello Ducale di Torremaggiore si accende per il workshop “A Scatola Aperta – Quando il Food Design genera valore”. Organizzato dal GAL Daunia Rurale 2020 nella Sala del Trono, l’incontro raduna un parterre di relatori che raramente si trovano attorno allo stesso tavolo: Antonio Romano, architetto e designer, presidente e fondatore di Inarea; Nerina Di Nunzio, specialista in enogastronomia e food design; Gianluca Crudele, direttore creativo in collaborazione con Design Bridge & Partners; Franco Radoccia, fondatore di Dispenser Studio. Insieme a loro, Mirko Conte di BioOrto e Gabriele Defronzo di Agridea Valillo porteranno sul tavolo la prospettiva di chi quel prodotto lo vende davvero, ogni giorno, sui mercati italiani e internazionali.
Il tema centrale è uno solo, ma è enorme: può il design salvare un prodotto eccellente dall’anonimato? La risposta, nel mondo del food, è quasi sempre sì. Un olio straordinario in una bottiglia anonima non racconta nulla, non convince nessuno, non entra nei mercati che contano. Il packaging non è decorazione: è comunicazione, è posizionamento, è la prima storia che il consumatore legge prima ancora di aprire il tappo. Al workshop verranno presentate case history concrete di packaging applicato al mondo dell’olio e del vino — esempi reali di come un progetto grafico possa trasformare la percezione di un prodotto e moltiplicarne il valore percepito. Per chi lavora nella filiera agroalimentare pugliese, è un appuntamento che vale il viaggio.
Gran finale tra sapori, risate e premi
Il weekend conclusivo porta la manifestazione nel suo momento più festoso e popolare. Sabato 2 maggio, alle 20.00, il Castello Ducale ospita “L’Oro nel Piatto”: un concorso gastronomico che celebra le ricette della tradizione locale mettendo al centro, come sempre, l’olio di Peranzana dell’Alta Daunia. Non una gara tra professionisti della cucina, ma una competizione che valorizza il sapere domestico, le ricette di famiglia, i gesti trasmessi di generazione in generazione nelle cucine dell’Alto Tavoliere. Dopo le premiazioni, la serata si trasferisce in Piazza Di Sangro con musica dal vivo e il “Comedy Show” con Gino Fastidio, Nello Iorio, Mino Abbacuccio e Matteo Iorio: nomi della scena comica nazionale che garantiscono una serata leggera e senza pretese, di quelle che lasciano il buonumore addosso.
A chiudere tutto, domenica 3 maggio, la cerimonia di premiazione del 18° Premio Regionale “L’Oro della Puglia” e del 7° Premio Regionale “L’Oro di Federico II”, con la consegna del riconoscimento più atteso: la “Peranzana d’Oro”. Un finale degno di una settimana che ha dimostrato, una volta di più, che parlare di olio — quello vero, quello buono, quello che racconta un territorio — non è mai una cosa sola. È cultura, è economia, è identità, è futuro. Ed è, soprattutto, una storia che merita di essere raccontata bene.


















