Brunello Cucinelli presenta la sua rivoluzione nel mondo del vino. Un vino caro per costruire biblioteche. Un vino realizzato dall’intelligenza e perizia di Riccardo Cotarella, il più autorevole degli enologi conosciuto a livello internazionale.
Si biblioteche, il sogno di Brunello, il tempio dei libri che immagina sparsi in tutto il mondo, finanziati dalla vendita del suo primo vino, Castello di Solomeo, omaggio all’Umbria e alla terra intera.
Amo la terra, ripete instancabile Brunello Cucinelli. Gea, la Terra Madre, della quale l’umanità intera è figlia lungo tutta la sua antica storia.


Solomeo è la frazione di Corciano dove è nata la signora Federica, moglie adorata di Cucinelli, responsabile della Fondazione Cucinelli, persona di rara eleganza e gentilezza. Restiamo insieme durante la cena a parlare di bellezza, i suoi occhi sono luminosi e fieri. A Solomeo c’erano una serie di opifici dismessi che Brunello ha prima acquistato e poi demolito per restituire il giusto panorama a questa zona verde e odorosa. Anche gli ulivi sono stati piantati alla debita distanza per vedere l’orizzonte e le vigne degradano dolcemente ognuna preceduta da una pianta di rosa in fiore, sentinella preziosa.
Lungo il percorso ogni tanto ci sono dei sedili in pietra messi a semicerchio, per sostare in mezzo alla natura e respirare. Lui stesso dalla terrazza ci dice quanto sia bello guardare quello che ha fatto.
Camminiamo con Brunello in testa e le persone intorno, invitate a questa notte shakesperiana, quasi tutti, casualmente siamo vestiti di bianco e beige, gli uomini in giacca, le donne finalmemte con le scarpe basse, richieste dall’occasione. Ci sono ospiti dalla Napa Valley, amici, pochi giornalisti, investitori, il mondo della moda insieme a quello del vino. Un simposio dice l’invito.
Brunello non si risparmia, parla con tutti, con il suo entusiasmo genuino. Ama le citazioni greche e latine, ci rammenta che solo la giusta misura tra Dioniso e Apollo giustifica il consumo di vino. Il suo vino rosso Castello di Solomeo è equilibrato e intrigante, lo assaggiamo a cena, con un menu umbro molto semplice e per questo apprezzabile.
Le uve di questo vino sono Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da cui nasce il prestigioso blend bordolese, a cui viene aggiunto il vitigno Sangiovese come tributo alla cultura e alla tradizione vitivinicola del Centro Italia. Riccardo Cotarella ha realizzato sicuramente un prodotto che parla di questa terra, ma che somiglia proprio a Brunello in persona.
Nella cantina Brunello Cucinelli ha voluto dare spazio anche ai vini degli altri, che sono tutti esposti a vista nella sala che ospita le botti. Per lui è importante riconoscere un tributo a chi il vino lo fa da sempre.
Ci riuniamo poi in un grande teatro ( che era una chiesa ) ristrutturato completamente e arricchito da statue neoclassiche in onore di tutti gli autori che Cucinelli tanto ama. Mentre insieme a Marco Mensurati – il nuovo direttore del Gambero Rosso – parlo con lui, mi confessa di non leggere altro. “Dopo che hai letto Adriano, Socrate, Senofonte e così via cosa dovrei leggere secondo te?!. Non amo gli scrittori del 900”
Mi piace Cucinelli è diretto, orgoglioso delle sue radici contadine, di non aver studiato, di come da piccolo sapeva con l’aratro fare solchi particolarmente diritti di cui suo padre andava molto orgoglioso. Oggi è il vero Re della moda, nel 2022 a Parigi, durante la Fashion Week infatti, è stato premiato con il Neima Marcus Award l’Oscar della Moda, prima di lui vinto da Coco Chanel, Christian Dior, Valentino, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Miuccia Prada, Karl Lagerfeld, Grace Kelly, Ralph Lauren, Salvatore Ferragamo, tra gli altri.
Dopo un bel discorso a braccio fatto dal palco, insieme ai due amministratori delegati delle rispettive imprese, mentre siamo insieme sulla navetta che dalla Cantina ci porterà in azienda, Brunello mi racconta di aver portato l’Oscar al cimitero, dove è seppellito suo zio e di avergli mostrato con orgoglio quel trofeo. Mi ha commosso.
Se penso al suo discorso al G20 ai grandi della terra, alla sua carriera, alla sua fantasia mi ritengo davvero molto fortunata ad averlo incontrato.
(Se volete leggere la sua idea di Capitalismo Umanistico cliccate QUI)
La serata si conclude tra abbracci e fotografie, per ognuno di noi in regalo una bella sciarpa di chachemire e il pensiero che il successo è frutto sì di impegno e costanza, ma soprattutto di sfrenata passione per la vita e l’essere umano.
Very Wine Confidential. Very Food Confidential.
Nerina Di Nunzio
#nerinadinunzio @nerinadinunzio
( qui di seguito le foto della serata pubblicate su Instagram: PHOTO )




















