FOODPAIRING: la nuova profilazione del gusto

È nato a Gand, nelle Fiandre Occidentali, questo ambizioso progetto che è ormai sbarcato con successo negli USA (precisamente a New York) e conta quasi 30 dipendenti provenienti da tutto il mondo.

Bernard Lahousse, laureato in bioingegneria a Lovanio, insieme al dirigente d’impresa Johan Lagenbick e al cuoco stellato Peter Coucquyt, ha fondato Food Tech, che lavora sulla cucina digitale e sostenibile.

Il primo passo è quello scientifico di individuazione delle molecole tramite un grascomatografo e uno spettrometro di massa. Una volta distinte, le molecole vengono catalogate (ad ognuna di esse viene assegnato un codice) e poi suddivise a seconda dei gusti in diversi generi alimentari.

Bernard Lahousse spiega infatti che “l’80% del sapore è percepito attraverso il naso e l’odorato”; le papille gustative passano quindi in secondo piano. Di più: il gusto è anche un retaggio culturale e territoriale.

Grazie alle nuove tecnologie, incrociando i dati scientifici con quelli demoscopici, Foodpairing è in grado di creare accostamenti innovativi e con un’altissima percentuale di successo.

Il pubblico a cui è rivolto questo lavoro si può suddividere in tre categorie: le aziende (incluse multinazionali come Unilever, Kellog’s e Nestlé), alle quali interessa sviluppare e commercializzare un prodotto sapendo già che verrà gradito dai clienti, gli chef (come Karlos Ponte, del ristorante Teller a Copenaghen, che si è già avvalso di queste preziose informazioni per integrare la ‘sua’ cucina venezuelana con quella nordica del contesto in cui lavora) e ogni singolo individuo, che, semplicemente rispondendo ad un breve questionario sul sito di Foodpairing, potrà ottenere un report che individua i suoi gusti preferiti, assegna un punteggio ai virtuosi che si alimentano in modo sano e suggerisce nuove e accattivanti ricette.

Foodpairing non ha finora avuto molto successo in Paesi come Italia, Francia e Giappone, ma conta già un giro d’affari di 5 milioni di euro e ha sicuramente dalla sua i vantaggi trainanti di questo nuovo approccio al cibo, cioè la lotta all’obesità e un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’ottimizzazione delle risorse.

 

Very Food Confidential.

 

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