CHINON: la filosofia del buon vivere

C’è un luogo in cui il vino diventa metafora di conoscenza e la bottiglia da cui viene servito, il mezzo per diffonderla. Si chiama Chinon ed è un piccolo concentrato di soprese a meno di due ore da Parigi.

Nella filosofia e nell’arte di François Rabelais – autore delle opere su Gargantua e Pantagruel – la gola è l’epicentro dell’umanità. Non a caso. Dalla gola escono parole ed entra cibo: c’è niente di più esaltante e di più importante? No, secondo lo scrittore francese nato nel 1483 proprio a Chinon, in una tenuta – la Devinière – aperta al pubblico come museo Rabelais e visitata da oltre un milione di persone che si muovono fra i vari edifici di questa incantevole dimora fra edizioni rare, dipinti, stampe, in una scenografia davvero originale. Perché questo è un luogo plurale dove si intrecciano narrazione storica, celebrazione (ma neppure troppo) del personaggio, essenza dello chinonais, con natura, edifici e grotte calcaree. Qua e là un riferimento ai giganti, cominciando naturalmente dal suo Gargantua che incarna forza e debolezze del genere umano. Impossibile non strizzare l’occhio a Certaldo, patria di Boccaccio, con cui Chinon è gemellata. Così capita di essere sorpresi da colui che fu anche medico e libero pensatore, originale nei suoi atteggiamenti piuttosto contraddittori.

Un vitigno di origine antichissima

Di Rabelais – che oggi definiremmo un bon vivant – la deliziosa Chinon non può e non vuole fare a meno. Sulle strade acciottolate di questo piccolo borgo che si allunga sulla Vienne poco prima che si getti nella Loira, il richiamo allo scrittore è frequente, specialmente per magnificare le specialità gastronomiche e soprattutto il rinomato vino di Chinon. I resoconti storici fanno risalire le origini del vitigno al 990, quando venne fondata l’abbazia di Bourgueil, oltre la Loira. La coltivazione della vigna, però, era già nota in epoca gallo-romana, quando Chinon era un fiorente crocevia di commerci terrestri e fluviali. Quando il borgo divenne il centro di un vasto impero feudale nel quale si producevano i vini serviti alla corte del Plantageneti, i vigneti finirono per ricoprire gran parte del territorio circostante.
Il segreto del successo? La prossimità alle vie commerciali (e all’oceano) che giovavano alle vendite e le caratteristiche del territorio, che rendevano unico il sapore della bevanda. Ancora oggi, protetti dalla foresta, i vigneti godono della vicinanza dell’oceano e dei venti secchi da est e sud ovest beneficiando di un clima caldo e asciutto. Amato dagli olandesi che controllavano il mondo del vino, lo Chinon conobbe un successo inarrestabile fino alla fine del XIX secolo, quando la fillossera fece scempio delle piante riducendo drasticamente la produzione. Furono gli innesti con le specie americane, più resistenti, a dare nuova vita ai vigneti di Chinon che nel 1937 produssero una delle prime AOC francesi.

Photo by Caves-Painctes

Il sottosuolo? E’ ricco di sorprese

Il tufo su cui crescono le viti poggia su uno zoccolo calcareo nel quale sono state scavate le cantine delle abitazioni, molte delle quali visitabili. Seguendo il percorso nel sottosuolo della cittadina, scandito da degustazioni proposte dalle enoteche del borgo, si raggiungono le grotte più famose, dette caves painctes, le grotte dipinte. Qui, nel ventre di Chinon, quattro volte l’anno si riunisce il Grande Capitolo della Confrairie des Entonneurs Rabelaisiens (che potremmo tradurre come Confraternita Bottai, creata in onore di Rabelais). Al riparo dalla luce, il lungo cunicolo che si apre fra le pittoresche case medievali e si insinua sotto la Roccaforte reale di Chinon, quattro volte l’anno viene invaso da personaggi in costume che si preparano a una processione rituale con cui accompagnano i partecipanti fino alla grotta più ampia. E’ qui che viene allestito il palcoscenico dal quale il Gran Maestro celebra le virtù del vino di Chinon davanti a un pubblico di appassionati. Tra mito e passione, nel Tempio della Diva Bottiglia come lo chiamava Rabelais, i dignitari della Confraternita, in mantello rosso con decorazioni d’oro e d’ermellino, accolgono i futuri cavalieri durante una sontuosa cerimonia di incoronazione mentre si susseguono brindisi, prove di abilità e degustazioni.  Il Gran Diploma d’Onore e le insegne della Confraternita, insieme alla medaglia che ritrae François Rabelais concludono la serata, accompagnata da una carrellata dei più tipici piatti della tradizione locale.
Le prenotazioni per il prossimo appuntamento, sabato 20 settembre, sono aperte. Ma il Gran Capitolo della Confraternita è pronto a replicare l’evento anche su richiesta privata. Un modo originale per festeggiare un compleanno o un anniversario. O per sorprendere un grande appassionato di vino.

CHINON IN PRATICA

A Chinon si può arrivare in bici: basta allontanarsi per un po’ dalla ciclabile conosciuta come Loire à Vélo  lungo le sponde del fiume che bagna la celebre valle dei castelli. La deviazione – anzi, il détour – che porta a Chinon è un anello che attraversa il parco nazionale Loire-Anjou-Touraine e porta sulle sponde della Vienne. Circa 45 minuti di pedalata da Tours, dove si possono noleggiare biciclette elettriche o non (indirizzi su https://www.loireavelo.fr/services-velo/location-de-velo/).
Una volta arrivati, Chinon si visita piacevolmente a piedi. Magari facendo tappa nel delizioso hotel Diderot, la cui storia risale al Quattrocento, quando la dimora venne costruita per ospitare uno dei prelati della vicina Collegiata di Saint-Mexme, oggi centro d’arte. Nell’accogliente sala della prima colazione, accanto al camino, le marmellate fatte in casa sono una tradizione di lunga data e meritano di essere degustate con calma (e anche acquistate da portare a casa). Nei dintorni, il giro in bicicletta continua sulla nuova ciclovia che unisce Chinon a Richelieu: 20 chilometri su cui scorrono 11 secoli di storia. Nata dal recupero di una vecchia ferrovia dismessa, tocca villaggi, cantine e aree naturalistiche da visitare seguendo un’app dedicata.

Per saperne di più:
www.azay-chinon-valdeloire.com
www.tourainevaldeloire.com
www.chinon.com

 

Very Travel Confidential. Very Food Confidential.

 

Carla Diamanti
Carla Diamantihttp://www.thetraveldesigner.it/
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Ha creato il concept di viaggio The TRAVEL Designer.

Articoli Correlati