GIN CONFIDENTIAL: Insulae. Il Gin siciliano

Da sempre ci piace parlare del territorio, sentire gli odori, i sapori, le storie e il lavoro che una distilleria riesce a mettere in una singola bottiglia.

Questa settimana ci spostiamo verso sud, siamo in Sicilia a casa dell’Insulae Gin di Marco Nicosia e Alfredo Mineo, due ragazzi che hanno fatto della loro passione un ottimo distillato.

Storia e passione. I due ragazzi non hanno propriamente degli studi ‘alcolici’ – parliamo di un ingeniere e un economista, laureati alla Bocconi a Milano (trasferiti dalla Sicilia) dove scoprono (se così vogliamo dire) il Gin. Nasce una passione ben corrisposta e da quel momento in poi il legame con il distillato diventa un viaggio di conoscenza e scoperta. La passione diventa progetto e business plan che li porta qualche anno fa a lanciare il progetto Insulae Gin. Il primo Gin veramente siciliano.

Territorio e stereotipi. Per prima cosa usciamo subito dallo stereotipo della Sicilia e del suo territorio, dei soli agrumi e di tutta quella tipologia di materie prime che fanno tanto stereotipi regionale. I ragazzi si sono impegnati sin da subito cercando nella regione aromi e profumi fuori dagli schemi, Un giro per la Regione e la collaborazione con lo Slow Food locale alla ricerca della ricchezza e della complessità aromatica che probabilmente solo la Sicilia possiede: Limone, Arancia dolce e amara e Mandarino; Carruba; Sesamo d’Ispica, Pistacchio di Bronte, Mandorla di Noto e Gelsomino.

Sapore, aroma e distillazione. Come si distilla in Sicilia? Cosa si distilla? A quanto sembra i ragazzi dopo un giro analitico delle varie possibilità hanno trovato il giusto distillatore fuori. Serviva qualcuno che avesse cura e tatto delle materie utilizzate e lo hanno trovato in Nicola Serra, master distiller di Bordiga – un po’ lontanuccio ma efficace nel loro desiderio aziendale. Bilanciare la parte aromatica, con tre agrumi che la fanno da padrone e rischiavano di dare un tono troppo forte al tutto, bilanciandolo con il gelsomino, che altrettanto potente al naso ha rischiato di diventare il protagonista non desiderato. A salvare la situazione sono arrivati gli amici Carruba e Cardamomo che hanno aiutato a creare il mix perfetto.

Olfatto e palato. Agrumi, gelsomino ecc. tutto giusto, ma alla fine com’è veramente? Ci piace? Probabilmente sbaglio approccio, ma onestamente, la prima cosa che faccio una volta stappata la bottiglia è portarla al naso e ‘ascoltare’ la sua voce, il suo profumo e quello che mi racconta. Cosa mi comunica l’Insulae? mi comunica estate, mare, freschezza e profumo di fresco. Direi che la sua prima missione è compiuta, l’idea di viaggio e Sicilia è forte in me e la voglia di degustarlo ancora di più. Al palato mantiene tutte le peculiarità raccontate, l’alcool si sente il giusto e non è invadente. Ricordiamoci anche che questo Gin è distillato in Small Batch e lo proviamo nel più classico dei Gin Tonic con una tonica basica e semplice. Perfetto. Confesso che sono stupito dalla versatilità e dalla forte gentilezza di questo distillato ‘siculo’. Non mi ero fatto un’idea precisa su cosa aspettarmi ma sono rimasto piacevolmente sorpreso e contento. Bravi davvero.

Etichetta e nome. La grafica e il logo dell’etichetta sono stati realizzati dallo studio Atelier 790 che attraverso i tre strati di colore rappresenta la terra, il mare e il cielo, creando una cornice e raccomando l’isola come fosse un quadro, con pennellate di colore con texture diverse. molto interessante anche al tatto, con una carta ruvida che la rende davvero particolare. Per quanto riguarda il nome che hanno scelto i ragazzi, Insulae è il nome perfetto, legato alla terra e alla lingua latina (insulae è genitivo e significa “dell’isola”). Come diciamo sempre un grande progetto, ben studiato è sempre seguito da una brand identity coordinato e ben realizzato. Difficilmente troverete nel mondo del Gin, etichette bellissime e Gin schifosi. Ricordatevelo sempre.

 

Very Gin Confidential. Very Food Confidential.

Paolo Campana
Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho sempre fame (e sete), sono curioso per natura e cerco sempre di capire le singole storie che si nascondono dietro ogni singolo piatto, cocktail, gin, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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