A Homo Faber 2026 Local, ristorante 1 stella Michelin a Venezia, ha firmato l’intera proposta food & beverage della manifestazione sull’Isola di San Giorgio.
A Homo Faber cucina e artigianato hanno parlato la stessa lingua: quella di mani che trasformano la materia con tecnica e visione. In questo terreno comune si è inserita la presenza di Local, alla sua quarta partecipazione alla manifestazione: il ristorante stellato veneziano ha firmato l’intera proposta food & beverage, portando la tavola dentro il racconto di An Island of Light come un’ulteriore forma del saper fare contemporaneo.
Un’isola dentro l’isola
Homo Faber, per chi non la conoscesse, è la kermesse internazionale dedicata all’artigianato che ogni due anni trasforma l’Isola di San Giorgio Maggiore in un percorso tra mani, materiali e mestieri. Quest’anno il tema è stato An Island of Light, firmato dalla regista e designer Es Devlin, che ha immaginato ogni maestro artigiano come un’isola dentro un arcipelago di saperi. Ci sono voluti quindici spazi espositivi per raccontarlo, dal 1° al 30 settembre, all’interno del complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini.
Ed è proprio dentro questa dimensione che si è inserita la presenza di Local. Non come semplice fornitore di pasti per i visitatori, ma come tassello dello stesso racconto: quello di una mano che trasforma la materia in qualcosa di più alto.
La serra di vetro e il tavolo di Murano
Il cuore pulsante della proposta è stato un ristorante fine dining che Es Devlin ha voluto dentro una glass house pensata apposta per l’occasione. L’effetto, una volta dentro, era quello di trovarsi in una serra sospesa tra luce e materia: al centro, un social table interamente in vetro di Murano, realizzato dalla vetreria iDOGI, con sopra un lampadario che sembrava fatto apposta per far alzare gli occhi. I tessuti, tutti lavorati a mano dalla storica Tessitura Bevilacqua, hanno completato un ambiente che più veneziano non poteva essere.
In cucina, Salvatore Sodano ha portato la sintesi di quattro anni di lavoro a Local: tre percorsi degustazione da quattro portate, uno vegetale, uno di carne, uno di pesce, che dialogavano direttamente con quello che si mangia al ristorante di Castello. È la stessa filosofia già vista nel 2024, quando Homo Faber lo aveva coinvolto per il fine dining allo Yacht Club Compagnia della Vela: prendere gli ingredienti iconici della laguna e restituirli con un linguaggio personale, senza tradirne la memoria.
Non solo fine dining
Quello che ha reso l’operazione di quest’anno diversa da tutte le precedenti è stata la scala. Accanto al ristorante gourmet, Local ha gestito anche una trattoria, in continuità con lo spirito della Trattoria del Local aperta a Venezia nel 2025, pensata per chi cercava un registro più informale, e un bar affacciato sul giardino della Fondazione Cini, con piatti freddi, insalate, wrap e focacce per chi era di passaggio durante la visita.
E poi c’è stata la parte che il pubblico non ha visto: la mensa per tutte le persone che hanno lavorato dentro la manifestazione, con quasi 350 pasti al giorno. Un numero che dice più di ogni altra cosa quanto sia stata grande questa macchina: cento professionisti selezionati apposta, arrivati a Venezia per tutto settembre, mentre Local e la Trattoria del Local hanno continuato regolarmente il loro servizio in città, senza saltare un colpo.
VERY FOOD CONFIDENTIAL!

















