In occasione della ciclocamminata, voluta dal commissario del Terzo Valico Iolanda Romano e organizzata da più di 57 attori locali, partner e sponsor tecnici nel Piemonte alessandrino abbiamo avuto la fortuna di visitare Libarna.

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Libraia è una città romana nata sulla via Postumia tra la metà e la fine del I secolo a.C. Città con ampie e regolari strade, una grande piazza, comode case, portici e botteghe, monumentale coni i suoi edifici pubblici e per lo spettacolo. Un luogo la cui planimetria è praticamente intatta, meta di turismo italiano e straniero.

È possibile immaginare Libarna come cittadina fiorente con un’economia basata sui traffici commerciali, con mercati dove si offrivano i prodotti delle vallate, oppure dove era possibile trovare merci provenienti dagli scambi marittimi di Genova o ancora cibo di strada per viandanti di passaggio dalla via Postumia.

In una delle vie principali, nel quartiere dedicato allo svago e ai divertimenti, alla fine di un lungo porticato dove si aprono gli ingressi delle case, botteghe, situato in una posizione strategica tra il teatro, l’anfiteatro e le terme, si trovava un thermopolium, una sorta di fast food dell’antichità, dove era possibile consumare cibo e bevande.

Qui, intorno a mezzogiorno, per chi si trovava in città, era possibile consumare il prandium, un pranzo veloce e frugale a base di uova, formaggio, gallette, farinate (puls) preparate con farine di cereali, legumi o frutta.

Da qui nasce l’idea di “Archeosapori sulla via Postumia” un percorso del gusto che trova la sua massima espressione in un appuntamento annuale che si tiene all’interno dell’Area archeologica di Libarna organizzato dall’Associazione Libarna Arteventi.

Territorio, cultura del cibo e del vino, sono elementi perfetti per raccontare la storia di un luogo, con i suoi colori, i suoi sapori che possono arrivare da un passato lontano ma ancora capace di coinvolgere ed emozionare il visitatore.

Gli attori principali di questa storia sono il vino Gavi Docg e prodotti come la torta Catone, il bacio di Libarna, le gallette di farro, le focacce rustiche, la farinata, i formaggi come robiola e Montebore, composta e sciroppo di rose.

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Consapevoli che il cibo è un forte catalizzatore, comunicatore, elemento d’integrazione e non per ultimo di cultura, ecco il paniere di prodotti ciascuno con la propria storia legata all’antica città romana di Libarna

Salame Nobile del Giarolo e lardo. A proposito del maiale:“Nessun animale fornisce più alimenti: 50 sono i suoi sapori. (Plinio, Naturalis Historia, VIII 209)

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Focacce rustiche alle erbe aromatiche (Focaccia di Enea). Di una semplice focaccia a base di farina, latte ed erbe aromatiche ne parla Virgilio nell’Eneide, questa viene utilizzata da Enea per far assopire il Cerbero a dimostrazione che il pane, escluso dalle mense divine, è indispensabile ai mortali e costituiva il tramite tra la terra e gli inferi.

Gallette di farro. La galletta è un panetto duro dalla forma schiacciata.
Anticamente veniva usata specialmente per approvvigionare le navi nei lunghi viaggi, consumate già durante le campagne militari dei legionari romani.Il farro costituiva uno degli elementi essenziali nella dieta delle popolazioni arcaiche. Originario della Palestina, giunto prima in Egitto e poi diffuso in tutto il Mediterraneo, nella penisola italica il farro cominciò a circolare intorno al VII sec. a.C. diventando il cibo preferito di etruschi e romani, che per lungo tempo ne fecero il loro pasto quotidiano.

Sono realizzate dalla Pasticceria Carrea di Serravalle Scrivia nella versione aromatizzate all’alloro.

Torta Catone, la cheese-cake di 2000 anni fa. La Torta Catone, è forse un azzardo, un gioco di ricerca, un salto indietro nel tempo di 2000 anni o un modo per riscoprire le proprie origini.

Andiamo con ordine: la ricetta è di Marco Porcio Catone, il “Censore”, la troviamo nel trattato De agri cultura, scritto nel 160 a.C., al capitolo 76. A chi avrà il piacere di assaggiarla provi a chiudere gli occhi e immaginare di essere a Libarna, di entrare come ospite nella sala da pranzo (triclinium) di una domus ancora illuminata dalla luce del sole. Di essere rapiti dalla bellezza del mosaico del pavimento della stanza raffigurante il mito di Licurgo che cerca di colpire la ninfa Ambrosia, salvata da Dioniso che la trasformerà in pianta di vite i cui tralci lo soffocheranno. Di adagiarsi quindi su appositi letti e abbandonarsi nella migliore disposizione dell’animo, al vino e alla compagnia.

Bacio di Libarna. Dolce a base di nocciola. Fin dall’antichità la frutta secca, pestata grossolanamente e mescolata al miele, costituiva  uno degli elementi principali per la preparazione di dolci. “Un bacio a Libarna” è una dedica alla città di Libarna.

La farinata, la puls di Libarna. La Puls, sinonimo di una cucina semplice e sobria si preparava usando legumi diversi come farro e farina d’orzo, ma quella più apprezzata allora come oggi era quella di ceci.

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Gavi in Rosa, il cocktail al profumo di rosa e la composta di rose e ciliegie Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa. Venere nasce dalla spuma del mare e insieme a Lei giunge a riva un cespuglio coperto di spine nel quale gli Dei fanno spuntare gocce di ambrosia che diventano candidi boccioli di rose bianche. Il mito ci parla anche di Afrodite che, accorrendo in aiuto dell’amato Adone, ucciso da un cinghiale inviato da Ares ingelosito, si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse. Già dal mondo antico le rose erano molto frequenti nelle siepi e ai margini dei boschi, con il frutto, ritenuto nutriente e curativo, si facevano salse che unite al miele e ad altre essenze costituivano un condimento raffinato. I petali di rosa inoltre si lasciavano nell’acqua o nel vino per profumarli e aromatizzarli.

Nel nostro territorio viene realizzato anche il cocktali Gavi in Rosa, Gavi Docg in versione frizzante profumato alla rosa.

Formaggi caprini e robiole. Il latte e i latticini da sempre hanno costituito per l’uomo un elemento fondamentale della propria alimentazione. La robiola che troviamo spesso sulle nostre tavole, era una tipica produzione del popolo ligure ancor prima che i romani giungessero in Piemonte; questo formaggio, tradizionalmente d’alpeggio, per lo più caprovino, vaccino o, spesso, misto, era coperto da una crosta rossiccia, da cui il nome latino rubeola.

Montebore, l’antico formaggio delle Valli Borbera e Curone. Gli antichi formaggi erano prevalentemente di latte ovino e caprino. Come erede di quella tradizione casearia millenaria, in Val Borbera, troviamo il Montebore, oggi prodotto con latte misto vaccino e ovino. Il Montebore richiama nel nome e nella localizzazione il pago erboreo del territorio libarnese citato nella Tabula Alimentaria del II sec. d.C. di Velleia e nella forma, determinata dalla sovrapposizione di formaggette di diverso diametro, i poggi terrazzati dei “castellari” liguri preromani. Si accompagna bene alla puls di ceci, quella che oggi chiamiamo farinata.

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La vite nel mito. La ninfa Ambrosia, nutrice di Dioniso, inseguita e afferrata dal re Trace Licurgo, invoca la Terra che la accoglie nel suo grembo, trasformandola in una vite, i cui pampini e trecce avvolgono il collo del re soffocandolo. (Dionisiakà, canto 21, Nonno di Panopoli). Dalla coppa di ambrosia al calice del Gavi Docg, il grande vino bianco Piemontese prodotto negli undici comuni della denominazione, il filo della storia lega due eccellenze del territorio.

Info: Associazione Libarna Arteventi

www.scoprilibarna.it –e-mail: libarna.arteventi@gmail.com Iudica Dameri – 329 6484707 – iudidameri@gamail.com

Antonio Santopietro  340 3475144 – santopietro4@virgilio.it

ASSOCIAZIONE LIBARNA ARTEVENTI

L’Associazione Libarna Arteventi è un’organizzazione no profit di Serravalle Scrivia nata nel 2011 dalla passione per la cultura, l’archeologia, la storia, l’arte e la valorizzazione del proprio territorio avendo come punto di partenza il luogo più antico: l’Area archeologica di Libarna.

Attraverso speciali racconti di viaggio, legati ad un turismo culturale sostenibile ed esperienziale, l’Associazione ha il piacere di suggerire ai visitatori percorsi ideali per la scoperta, o riscoperta, dei luoghi più belli e suggestivi di questa terra di confine tra Piemonte e Liguria.

A partire dal 2014 l’Associazione, insieme alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, si occupa del coordinamento e dell’organizzazione delle attività dell’Area archeologica di Libarna – sito romano di interesse nazionale e il più importante del Piemonte – e cura i laboratori didattici per le scuole.

Nel 2015 e nel 2016, grazie alle rinnovate attività di valorizzazione, Libarna, che insieme al Forte di Gavi è stata definita “colosso della cultura” in provincia di Alessandria (n.d.r), ha avuto un incremento dei visitatori pari al 50% rispetto agli anni precedenti ed è stato tra i 12 musei statali piemontesi più visitati.

L’Associazione ha collaborato alla pubblicazione della nuova guida all’Area, contenente anche le ricostruzione in 3D dell’antica città, con testi in italiano e inglese; gestisce il sito internet istituzionale (www.libarna.al.it) e la comunicazione, cura la progettazione e realizzazione degli eventi all’interno dell’Area archeologica come percorsi tematici, simposi e concerti. Ha infine ideato la manifestazione sulla storia del cibo e del vino, denominata Archeosapori sulla via Postumia, che è diventata ormai un appuntamento annuale e occasione di studio e ricerca sulle origini dell’alimentazione e del vino a cui collabora il Consorzio tutela del Gavi.

Scoprilibarna.it è il nuovo sito dell’Associazione, costituisce una porta ideale per accedere e conoscere il territorio dal luogo più antico, uno strumento che integra contenuti culturali a misura di turista, con un’attenzione particolare all’enogastronomia, al paesaggio e allo shopping, cercando di creare contenuti sempre nuovi.

Negli ultimi anni l’Associazione ha contribuito a sviluppare una rete territoriale intorno al sito e ha avviato vari progetti, in partnership, che pongono l’archeologia, la storia dell’arte e l’architettura tra le risorse culturali del territorio da valorizzare insieme all’enogastronomia e allo shopping, avendo tra gli obiettivi quello di concorrere ad elevare l’area intorno a Serravalle Scrivia, Gavi e Novi Ligure, a destinazione turistica di qualità.

Partner istituzionali dell’Associazione:

Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio, Polo Museale del Piemonte, Consorzio tutela del Gavi, Comune di Serravalle Scrivia, Comune di Novi Ligure, Provincia di Alessandria, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Fondazione CRT, Serravalle Designer Outlet, FAI (Fondo Ambiente Italiano), Fondazione Casa di Carità Onlus, Museo Diocesano di Tortona.