“Si vuo’ fa’ lo’ cicerale semmena a frevaro, a marzo cecerazzo e abbrili cicerino”

Ceci, cicer arietinum, ordine leguminose, famiglia Papilionaceae. Un fusto peloso dai 20 ai 50 cm, con foglie dentate e fiori solitari, bianchi o rosa. Il suo baccello, a forma ovale, contiene da 1 a 3 semi di colore paglierino. Tra le leguminose a granella, quella dei ceci è una delle specie più antiche. Originari dell’Asia Occidentale, le sue tracce risalgono a oltre 7.400 anni fa e conducono a Cicerale, terra quae cicera alit, ovvero “terra che nutre i ceci”. Infatti, tra i tanti, quello di Cicerale è molto legato a questa terra: il motto latino campeggia accanto ad una piantina di ceci sullo stemma comunale di questo delizioso borgo cilentano e il nome del paese Cicerale deriva proprio dal legume, coltivato nei suoi terreni fin dall’antichità.

ceci di ciceraleIl cece di Cicerale deve le sue caratteristiche organolettiche al terreno di produzione e alla rigorosa coltivazione imposta dal comune con un rigido disciplinare. I terreni, già ricchi di minerali, devono essere biologici ed è vietata l’annaffiatura proprio per esaltarne la qualità. La raccolta avviene totalmente a mano, all’alba, prima che il sole si riscaldi troppo. I baccelli vengono poi battuti con bastoni affinché ne fuoriesca il seme, che è più piccolo rispetto ai comuni ceci. Non dimentichiamo che il cece è un alimento altamente energetico. Contiene carboidrati al 55%, proteine 25%, grassi 4%, fibra 4%, e sostanze azotate 15%.

pasta e ceci di Cicerale

Attualmente è in corso la pratica per la concessione dell’indicazione geografica protetta, possibile grazie al fatto che tutti i produttori di ceci sono riusciti ad unirsi in un consorzio.

Periodo di semina: marzo

Periodo di raccolta: luglio

Dove mangiarli:  “Agriturismo Corbella” (Cicerale, Cilento); “Zii Filomena” (Caselle in Pittari, Cilento)

Ricetta | la Cicciata Ciceralese di Giovanna Voria (Agriturismo Corbella).

Cicciata Ciceralese

Questa zuppa, di origine contadina, veniva preparata il 1° maggio, a semina già avvenuta, con l’auspicio di un nuovo e abbondante raccolto. Per buon augurio veniva offerto un piatto ai vicini. Tutti i semi avanzati, circa una ventina, tra legumi e cereali, venivano, separatamente, messi a bagno e cotti. Infine, a cottura ultimata, venivano mescolati insieme per dare vita all’autentica cicciata che ancora oggi, nonostante la preparazione lunga ed elaborata, rappresenta uno dei piatti più gustosi della realtà cilentana.

Ingredienti per 4 persone:

20 g per ognuno dei seguenti semi: ceci di Cicerale, cicerchia, fave, fagioli borlotti, fagioli cannellini, fagioli di Controne, fagiolino di maggese, fagioli rossi, fagioli a pisello, fagioli d’acqua, fagioli striati, fagioli dell’occhio, farro, avena, orzo, tre tipi di grano cilentano, piselli secchi e lenticchie. Per il soffritto: olio extravergine di oliva DOP Cilento, mezza cipolla, uno spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo e uno di sedano, sale.

Mettete a bagno, separatamente, i vari legumi e cereali la sera precedente, lessateli e solo a cottura ultimata mescolateli in un’unica pentola, regolando di sale e continuando la cottura a fuoco lento. In una padella, mettete l’olio, la cipolla, l’aglio, il sedano e il prezzemolo tritati, peperoncino (facoltativo) e versate il soffritto nella zuppa, cuocete ancora qualche minuto in modo che si insaporisca. Servite calda accompagnata da crostoni di pane casereccio.