GRADO ENOTECA: cicchetteria veneziana con una carta vini… che non c’è

Dalla visione del giovane sommelier Riccardo Carascon, un’enoteca con cucina che celebra il rito della condivisione attraverso una proposta gastronomica ispirata all’autenticità del cicchetto e all’allegria delle Tapas.

E la particolarità di una carta dei vini, con oltre 300 etichette, non scritta.

Nel vibrante panorama capitolino, Grado Enoteca si presenta come un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza dove il calice incontra la convivialità e il pasto si trasforma in dialogo e condivisione. Nel cuore di un quartiere dinamico, il locale si sgancia dalla ristorazione classica e abbraccia il concetto di “enoteca con cucina”, guardando alla Spagna con le proposte di tapas, e al calore della cicchetteria veneziana. Offre 26 posti interni e 12 esterni, e l’ambiente invita a vivere il vino in modo pop e dinamico, non senza lo zampino del talentuoso Riccardo. Andiamolo a conoscere.

Il percorso di Riccardo Carascon, dai cocktail bar alla ristorazione

Grado non nasce per caso perché  Riccardo Carascon è un professionista del settore, diplomato sommelier e con lungo trascorso nella miscelazione come bar tender, poi bar manager e infine direttore di sala.

“Mi è stato proposto di prendermi cura di questo locale e ho accettato la sfida – racconta Riccardo – ho iniziato, due anni fa, praticamente da zero, per costruire un’enoteca con cucina, con una grande ricerca sul mondo del vino”. Fate attenzione, perché la carta dei vini è ampia, ma non è scritta . Il cliente si affida alle sapienti scelte di Riccardo che indirizza con disinvoltura gli abbinamenti, proponendo il vino alla mescita del giorno con un apposito menù in vista all’entrata del locale. Il suo compito è rendere i clienti consapevoli di quello che vanno a bere. Ed è questo un ruolo sempre più ricercato oggi, quando il vino va raccontato per essere apprezzato, e il cliente deve sentirsi accompagnato in una scelta, come in un percorso sensoriale piacevole e non giudicante.

La selezione annovera circa 300 etichette, aiutate dalla presenza di grandi e numerosi frigoriferi, con un’attenzione ai piccoli produttori indipendenti e ai vitigni autoctoni, per indirizzare verso nicchie sconosciute che meritano di esser narrate. Una parte delle scelte porge la mano all’estero e questo è un dettaglio che abbiamo molto apprezzato.

Il concept: la condivisione al centro del tavolo

La cucina di Grado, prevalentemente italiana con contaminazioni regionali (grazie anche alle origini calabresi della proprietà), si adatta ai diversi momenti della giornata. Grado propone Il Rito del Cicchetto veneziano, nato per caso da un viaggio del titolare: al costo di €3,00 al pezzo, gli ospiti possono comporre il piatto con bruschette, come il Cicchetto Baccalà e crema di zucca, il Melan-duia (melanzana e ’nduja), e il ricercato Blu di Capra con mandorle e miele. Per chi cerca un morso più strutturato, le Tapas (€9,00), mini-versioni di piatti del menu, come Petto d’anatra, carotine burro e salvia e shrub ai lamponi o lo Yakitori di vitello alla beccafico. Tra i piatti à la carte troviamo specialità come il Polpo arrosto con chips di patata americana, il French toast, pastrami di tonno e maionese alle alici e una proposta più vegetariana, cavolfiore arrosto, hummus e gremolata artigianale.

I nostri assaggi: il tagliere per iniziare, con capocollo, salsiccia piccante, culatello, prosciutto di cervo, formaggio Bastardo del Grappa, Morbier di Francia, Prà Fiorito altoatesino affinato nelle erbe, infine un erborinato affumicato su legno. Le salse, miele, lampone e fichi. Grande equilibrio e scelta raffinata. Ottimo l’abbinamento con il vino bianco, Thomas Niedermayr “Summ” (Vino PIWI), la frontiera moderna dei vitigni resistenti e puliti.

Proseguiamo con i cicchetti e ricordiamo con piacere Pastrami di tonno e maionese di polpo, intrigante e ben bilanciato e Blu di Capra con mandorle e miele, un viaggio sensoriale tra opposizioni e assonanze.

Il momento Tapas è dedicato a Tortino di patate, pomodoro semi-dry, maionese di polpo, dove le patate sono un morbido letto per un’esplosione di sapori, e infine la Tartare di manzo, tuorlo confit e fritto (quindi doppia cottura), e capperi. dall’impatto delicato ma molto deciso.

Il vino rosso in abbinamento un magnifico taglio bordolese all’italiana (Sangiovese e un Cabernet Franc in ottima forma), Il Randagio, Toscana Rosso Igt, 2024, Tenuta di Carleone, fermenta spontaneamente, rimane in vasche di cemento per almeno 12 mesi. Una squisita espressione di Radda in Chianti, tra Siena e Firenze, che esce fuori dagli schemi.

Un viaggio fra le regioni e i territori, l’intraprendenza di Grado Enoteca
Per due sabati al mese, Grado organizza i percorsi regionali: serate a tema con 3 portate tipiche e 3 calici in abbinamento per far scoprire il panorama culturale e culinario italiano. Il calendario degli appuntamenti riprende da fine febbraio partendo dalla Sicilia e risalendo poi dalla Calabria e lungo tutto lo Stivale fino alle regioni alpine.

Inoltre, la location è disponibile in esclusiva per eventi privati e feste, garantendo un’atmosfera intima e curata nei minimi dettagli.

Very Food Confidential.

 

Grado Enoteca
Via Alessandria 56, tel. 06 2440 4792. Lunedì-Sabato 12:30-15:00 / 18:30-23:00 (aperto dall’aperitivo).
www.enotecagrado.it
www.instagram.com/grado_enotecaroma

Susanna Schivardi
Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale.

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