DULCIS IN FUNDO. La Strada del Miele nel Roero

Fra borghi arroccati sulle colline e sentieri disegnati dai filari di vite, il Piemonte del sud nasconde una prelibatezza perfetta per accompagnare piatti dolci e salati. È il miele, alimento prezioso e gustoso che caratterizza il territorio dando il nome a un itinerario tra “rocche” e borhi. Seguiteci lungo la Strada del Miele. Dove? Nel Roero!

Il territorio è di quelli che incantano. Disteso sulla sponda sinistra del Tanaro, è un susseguirsi di boschi di castagni secolari, frutteti e naturalmente viti. Perché questo lembo di Piemonte che confina con le Langhe è celebre per i suoi vini, in particolare per le due DOCG che ne portano il nome: Roero. Rosso e bianco (si chiama Arneis ed è l’unico bianco autoctono piemontese) da degustare nelle enoteche storiche degli antichissimi borghi “di sommità” – qualcuno risale all’anno Mille – così chiamati perché si trovano sulla dorsale delle “rocche”, figlie di un particolare fenomeno geologico generato dal fiume.

Una terra tutta da scoprire, autentica perché sfuggita al turismo di massa, dove i percorsi gastronomici riservano molte sorprese. Scegliamo di seguire uno dei sentieri tematici che partono dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero di Montà (piazzetta della vecchia segheria 2b, www.ecomuseodellerocche.it) e vi invitiamo a seguirci lungo la Strada del Miele.

Sono le abbondanti fioriture primaverili e quelle precoci del castagno “della Madonna”, tipico della zona, ad aver alimentato la vocazione all’apicoltura, nata come modo per integrare i guadagni dei contadini che vivevano soltanto dei raccolti della terra. Due dei loro “ciabot”, casupole in cui uomini e animali trovavano riparo, trasformati in apiari e unici in Europa, sono le prime tappe del Sentiero dell’Apicoltura di Montà e raccontano l’evoluzione delle tecniche e il metodo di allevamento razionale delle api.

Arrampicato su una delle Rocche, il ristorante Belvedere si affaccia sulle meravigliose colline del Roero cui fanno da sfondo quelle delle Langhe. Dietro le vetrate, in cucina si impasta la sfoglia per i tortellini “del plin” con patata bollita profumata al rosmarinomentre sul fuoco cuoce il riso al Castelmagno e miele di castagno, una delle specialità del posto. Qui il miele è un ingrediente fondamentale: si usa per accompagnare gli appetitosi crostini di lardo con castagne, l’insalata giardiniera, il petto d’anatra al vino bianco, cipollotti e rosmarino e il rinomato Bunet al miele di castagno, rivisitazione in chiave locale di uno dei dolci tipici della tradizione piemontese.

Ristorante Belvedere, photo by Nicoletta Diamanti

Castagno e acacia sono i mieli tipici del Roero, dove si produce anche idromele e dove in passato si praticava l’agricoltura di transumanza. Fino alla fine degli anni Trenta del Novecento, le arnie venivano caricate di notte a bordo di autocarri e spostate lungo le Prealpi in base alla stagione. Virgilio Cauda racconta con passione la storia dell’alimento, usato in cucina anche dagli antichi Romani, e mostra i favi dove le api depongono il nettare. Loro, le api, parlano di ambiente pulito e di una comunità accogliente e tollerante. Operosa ma capace anche di gestire il tempo per riposarsi. Oltre a produrre miele e un prodigioso “Elisir dell’alveare”, arricchito con essenze balsamiche che danno sollievo alle vie respiratorie, Virgilio è considerato uno degli ambasciatori dell’apicoltura e invita i suoi ospiti ai “Notturni nelle Rocche”, passeggiate al chiaro di luna organizzate tra giugno e settembre dall’Ecomuseo del Roero.

Lungo il percorso, l’Enoteca Regionale di Canale aggiunge un tocco speciale alla Strada del Miele. Qui scopriamo gli Amphorianum, calici di cristallo magnificati già da Plinio come “calici di Pollenzo” e prodotti ad Anforiano, da cui prendono il nome. Il loro design, studiato per esaltare gli aromi, li rende lo strumento più appropriati per degustare i vini Roero e Roero Arneis, rispettivamente rosso e bianco, prodotti dal grande vitigno autoctono. Uno elegante, dolce e profumato, nato da un terreno sabbioso che ammorbidisce i tannini, ottimo sui primi al ragù, sulla selvaggina, sulla carne di maiale, di vitello e sugli stracotti. L’altro dai profumi intensi ma non troppo accentuati, delicato, rotondo e con un perfetto equilibrio fra acidità e dolcezza, ideale per l’aperitivo, per salumi e formaggi, carni bianche e pesce, pasta fresca e dolci a base di miele.

Enoteca del Roero, photo by Nicoletta Diamanti

Le api, ricamate sull’abito di Urbano VIII e sul mantello di Napoleone, distinguono il bianco, il giallo, il verde e il blu e riconoscono le forme geometriche. A Vezza d’Alba Cristiano Rabino ha dipinto con disegni colorati le sue arnie, trasformandole in originali casette da miele. Per le sue api niente transumanza: lui produce a km0 posizionando le arnie nelle zone di fioritura. La biodiversità e l’abbondanza di boschi consentono di fare più raccolti l’anno e di avere un prodotto estremamente differenziato. Gli aromi delle ultime fioriture di castagni e tigli si uniscono a quelli del rovo e del lampone di sottobosco, dando al miele di bosco un colore scurissimo, quasi nero, dovuto alle prime melate, e un aroma particolare che lo rende perfetto per accompagnare i formaggi o dolcificare il caffè. Sugli scaffali della sua bottega un omaggio alla storia: è l’aceto di miele, ottenuto dalla fermentazione dell’idromele e da centinaia di piante selvatiche che gli conferiscono un aroma acidulo e un colore dorato. Lo usavano gli antichi Egizi già nell’8000 a. C. ed è stato perciò il primo aceto a essere usato dall’uomo. Il suo consiglio? Usarlo in alternativa al miele di bosco per condire insalata d’orzo con prugne secche, pinoli, uvetta e fichi secchi.

Miele Cauda, photo by Nicoletta Diamanti

DORMIRE

  • Corte dei Rotari

Un palazzotto con una piccola biblioteca dove si servono le prime colazioni e con un sotterraneo che nasconde gi autentici “crutin”, cioè le cantine scavate nel tufo.

via XXV aprile 5, Monteu (CN)

Tel. 0173 960060 | www.cortedeirotari.it

  •  Villa Beccaris

Dimora storica che si trasforma in cornice d’eccezione per degustazioni dei formaggi e dei burri Beppino Occelli.

Via Bava Beccaris 1, Monforte d’Alba (CN)

Tel. 0173 78158 | www.villabeccaris.it

  • Albergo Belvedere 

Affacciato sulle colline che hanno ispirato Fenoglio e Pavese, dispone di nove camere e una suite arredate con mobili in stile.

Vicolo S. Giovanni 3, Montà (CN)

Tel. 0173 975587 | www.albergobelvedere.com

MANGIARE

  • Ristorante Belvedere

Cucina casalinga con autentiche ricette del territorio preparate con ingredienti selezionati. Chiuso martedì e domenica sera.

Vicolo S. Giovanni 3, Montà (CN)

Tel. 0173 975587 | www.albergobelvedere.com

  •  All’Enoteca

Al primo piano dell’Enoteca Regionale del Roero lo chef stellato Davide Palluda propone una cucina raffinata accompagnata dai vini del territorio. Chiuso domenica tutto il giorno e lunedì a pranzo.

Via Roma 57, Canale (CN)

Tel. 0173 95857 | www.davidepalluda.it

  • Osteria dell’Enoteca 

Ambiente conviviale e piatti della tradizione serviti esclusivamente con vini del Roero. Chiuso mercoledì tutto il giorno.

Via Roma 57, Canale (CN)

Tel. 338 5622924

Enoteca del Roero, photo by Nicoletta Diamanti

SHOPPING

  • Enoteca Regionale del Roero

Vini tipici del territorio accuratamente selezionati e specialità del territorio. Su prenotazione degustazione guidata. Chiuso lunedì tutto il giorno.

Via Roma 57, Canale (CN)

Tel. 0173 978228 | www.enotecadelroero.it

  • Mieli Roche

Apicoltura del Roero a km0. Mieli di bosco, tarassaco e ciliegio, castagno, tiglio e millefiori, oltre all’antichissimo aceto di miele. Per la visita è consigliabile prenotare in anticipo: si tratta di una ditta individuale.

Via Castagnito 14b, Vezza d’Alba (CN)

Tel. 333 8447993

  • Brezzo

Eccellenze gastronomiche del Roero trasformate in “idee alimentari di qualità” dolci e salate. Al momento chiuso sabato e domenica, sabato sempre aperto da ottobre.

Fraz. Tre Rivi 87, Monteu Roero (CN)

Tel. 0173 90109 | www.brezzo.it

 

INFORMAZIONI

www.langheroero.it

Ristorante Belvedere, photo by Nicoletta Diamanti

RICETTE

  • Riso al Roero con Castelmagno e miele di Castagno

Ricetta di Emilia Trivero, ristorante Belvedere

 

Ingredienti per 4 persone

320 g. di riso

40 g. di burro

50 g. di parmigiano

60 g. di Castelmagno

2 dl. vino Roero

1 dl. brodo di carne

un cucchiaio di cipolla

30 g. miele di castagno

 

Procedimento 

Tritare la cipolla e soffriggerla a bassa temperatura con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Tostare il riso con una noce di burro, aggiungere il soffritto, il vino caldo, precedentemente ridotto a fuoco vivo, e il brodo. Cuocere per 15/18 minuti, togliere dal fuoco e unire burro, parmigiano, Castelmagno grattugiato grosso e miele. Lasciare mantecare e poi servire con scaglie di Castelmagno e un cucchiaio di miele.

Miele Cauda, photo by Nicoletta Diamanti

  • Bunet al miele di castagno

 Ricetta di Emilia Trivero, ristorante Belvedere

 

Ingredienti per 4 persone

8 uova

8 cucchiai di zucchero

4 cucchiai di miele

1 litro di latte

1 litro di panna fresca liquida

1 tazza di caffè ristretto

½ bicchierino di cognac

100 g. di amaretti spezzati grossolanamente

1 cucchiaio di cacao amaro

 

Procedimento 

Battere le uova intere con zucchero e miele, aggiungere gli amaretti, il cacao, il caffè e il cognac. Infine aggiungere latte e panna a freddo. Caramellare lo zucchero in uno stampo, versarvi l’impasto e immergere lo stampo in una teglia con acqua. Cuocere in forno a bagno maria per 1 ora circa a 140°.

 

Very Travel Confidential. Very Food Confidential.

Carla Diamantihttp://www.thetraveldesigner.it/
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Ha creato il concept di viaggio The TRAVEL Designer.

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