Ci sono esperienze che non si raccontano per stupire, ma perché lasciano un segno.
Una sera d’estate, tra le colline toscane di Santa Luce, ho preso parte a una di queste. Non un semplice evento, ma un incontro vero: con la natura, con un branco di cavalli allo stato semi brado e, in fondo, con me stessa.
L’Apericena nel Branco, organizzato dalla Società Agricola Aquila Nera, non è solo un’occasione conviviale. È un’immersione profonda in una dimensione diversa, dove il tempo rallenta e si entra in relazione con un mondo animale libero, selvaggio e profondamente sensibile.
Aquila Nera nasce per il benessere del cavallo. Qui i cavalli vivono in branco, su 18 ettari di terra, senza recinti, né costrizioni. Ogni gesto e ogni relazione si fondano sul rispetto e sull’ascolto, secondo l’approccio etologico ispirato alla tradizione dei nativi d’America. È l’unica realtà in Italia in cui il rapporto tra uomo e cavallo si sviluppa secondo le regole di Madre Natura, senza coercizione, nella ricerca di un legame empatico e libero.
La serata è iniziata con un momento conviviale: un buffet semplice e curato, fatto di piatti della tradizione toscana, condivisi tra persone curiose e rispettose del luogo. Mentre si parlava della vita del branco, della gerarchia naturale e della filosofia della monta indiana, ci si preparava lentamente a un incontro che va oltre la razionalità.
Al calare del sole ci siamo avvicinati ai cavalli, in silenzio. Dopo una breve meditazione mindfulness, abbiamo lasciato andare i pensieri e ci siamo concentrati solo su di loro: osservandoli, respirandoli, accogliendo la loro presenza senza invaderla. Sono stati loro, i cavalli, a decidere il momento del contatto. In modo graduale e spontaneo si sono avvicinati, ci hanno annusato, ci hanno circondato. Alcuni hanno scelto di interagire, altri sono rimasti a distanza. Ognuno con il proprio tempo. Come accade tra esseri che si rispettano. Abbiamo chiuso la serata correndo insieme a loro, liberi sotto il cielo del tramonto. Un movimento condiviso che non era gioco né spettacolo, ma un momento di vera connessione. Senza morso, redini, né sella. Noi accanto a loro. Solo presenza. Solo ascolto. Solo libertà.
Questa esperienza mi ha ricordato qualcosa di essenziale: non siamo separati dal mondo naturale, possiamo ancora farne parte, se impariamo ad ascoltare. I cavalli, in questo senso, sono maestri straordinari. Ti restituiscono esattamente ciò che porti dentro, e se li rispetti, ti insegnano la fiducia, la pazienza, il limite.
Very Food Confidential.



















