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COMUNICATO STAMPA DE GIUSEPPE PIZZERIA PUNTA TUTTO SULLA ‘PIZZA COSENTINA’ CALABRESE
IL RITORNO ALLE ORIGINI NEGLI IMPASTI E NEI TOPPING DI PASQUALINO DE GIUSEPPE A RENDE (COSENZA)
Dopo oltre dieci anni di sperimentazione tra panificazione, cucina e street food, Pasqualino De Giuseppe presenta il nuovo corso della sua insegna: De Giuseppe Pizzeria, rinnovata a luglio 2025 con un restyling della cucina con una proposta fortemente identitaria. Al centro del progetto c’è la Pizza Tonda alla Cosentina, stile storico del territorio reinterpretato con rigore tecnico e un approccio contemporaneo alle farine, alle fermentazioni e alla scelta degli ingredienti. La “pizza cosentina” – non ancora codificata ufficialmente – nasce come evoluzione della pizza napoletana cotta nei forni da panificazione, caratterizzati da cupole alte che garantivano una cottura più dolce. Il risultato è una pizza sottile, croccante, ampia nel diametro, in equilibrio tra la napoletana, la romana e la pugliese. Pensata non solo come portata principale, viene spesso condivisa come antipasto o aperitivo, secondo una consuetudine molto diffusa nel cosentino. “Il mio obiettivo è preservare e valorizzare questo stile”, racconta Pasqualino De Giuseppe. “Amo la cucina perché amo mangiare. Tutto ciò che propongo nasce dai miei gusti e dalla nostra tradizione. La pizza cosentina è un prodotto leggero, versatile, identitario: merita di essere conosciuto”.
La vera forza del progetto, in controtendenza con lo sviluppo dell’ Universo Pizza, è tornare alle origini e alla semplicità.
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Il nuovo format: 100% made in Calabria Il locale, ristrutturato completamente a febbraio 2023, si trova a Rende, a cinque minuti da Cosenza, in via Bari 24. La sala interna, con circa 40 coperti, si sviluppa in un ambiente moderno dai toni caldi – verde scuro, nero e marrone – con tavoli in ferro e legno, sedute imbottite, panche in velluto e pelle. All’esterno, un giardino di 400 mq ospita fino a 80 posti durante la bella stagione. Parallelamente, il locale sta introducendo una serie di migliorie in corso di implementazione, volte a consolidare ulteriormente l’identità e la qualità del progetto. Per il 2026 al piano seminterrato, è prevista una cantina da 40 mq che ospiterà uno chef table da 6 posti, uno spazio pensato per esperienze gastronomiche riservate. Inoltre l’avvio di una collaborazione con un bartender locale che porterà in carta dei drink a base di prodotti calabresi come vodka e gin locali e un inedito signature al fagiolo calabrese. Queste iniziative contribuiscono a rafforzare la visione di De Giuseppe Pizzeria: un luogo che non si limita a servire pizza, ma che mira a raccontare – anche attraverso beverage, filiere e materie prime – un’autentica identità calabrese contemporanea.
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La proposta gastronomica Da De Giuseppe Pizzeria, il menu nasce con l’ambizione di raccontare la Calabria. La protagonista è la Pizza Cosentina, stile storico del territorio che Pasqualino riporta oggi al centro del suo progetto per una vera e propria rinascita. È una pizza tonda sottile e ampia, croccante al morso ma leggera nella struttura, pensata per essere condivisa e per accompagnare un momento conviviale. Un mix tra pizza campana ‘a ruota di carro’, pizza romana fina e croccante e pizza pugliese: “Non essendo ancora una varietà codificata, abbiamo cercato di definirne i tratti fondamentali: dalla grammatura alla stesura, dalla selezione delle farine alla tecnica di cottura. L’obiettivo è valorizzare e tutelare un prodotto che racchiude tecnica, semplicità e un profondo legame con le radici” afferma Pasqualino. La sua versione utilizza farine tipo 0 o 1, un’idratazione al 70%, panetti da 180 g e una lievitazione naturale di 24–48 ore. La cottura nel forno elettrico restituisce una base croccante e omogenea, cornicioni bassi e una struttura che sostiene con equilibrio i condimenti. Ed è proprio sui condimenti che Pasqualino ribadisce il legame con la Calabria: pomodoro Migliarese, fior di latte Bio della Sila, verdure e conserve locali, salumi di suino nero. Tra le interpretazioni più identitarie spicca la Marinara Bruciata, con pomodoro stracotto, acciughe, polvere di capperi calabresi e olive nere. Accanto allo stile tradizionale cosentino convivono delle tipologie di pizza contemporanea (come padellino, pizza in pala, doppia cottura), nate dagli studi sulla panificazione avanzata e dalle collaborazioni con maestri del settore. Qui gli impasti diventano più idratati, le fermentazioni prolungate, la struttura più ariosa. I topping prendono forma pur restando fedeli alla semplicità della materia prima. Come il padellino al caffè e ‘aranzu’ (in dialetto calabrese, che sta per anice nero della Sila), che combina stracciatella della fattoria Bio Sila, ‘nduja di Spilinga e cipolla di Tropea caramellata al miele di fichi. Una ricetta frutto di un ricordo semplice: il momento dell’anno in cui con la famiglia si macellava il maiale. E come una sorta di rito, al mattino la nonna di Pasqualino preparava il caffè con l’anice e metteva a bollire sulla brace dell’acqua con delle cipolle e il miele. Con del pane, quello sarebbe stato il pranzo per tutti. In ricordo di quei momenti ancora vividi, la pizza, che rappresenta il pane, ha un impasto al caffè, il maiale viene rappresentato dalla ‘nduja, la cipolla caramellata riprende la stella cipolla al miele e infine una vaporizzazione di profumo all’aranzu. Ogni morso commemora quel ricordo indimenticabile.
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La scelta delle materie prime non è un dettaglio: è la base del progetto. De Giuseppe utilizza esclusivamente fornitori calabresi, quasi tutti piccoli produttori o realtà agricole che lavorano in filiera corta. Il fior di latte Bio Sila è l’unico ingrediente standard e sempre presente in carta; il pomodoro Migliarese arriva da una realtà familiare che ancora oggi raccoglie e seleziona a mano; le verdure provengono da aziende del territorio che praticano un’agricoltura sostenibile; i salumi derivano da lavorazioni tradizionali di suino nero calabrese. Presenti innumerevoli presidi Slow Food come il Gammune (una specie di culatta) di Belmonte, la passata di pomodoro Siccagno di Zagarese e ancora il caciocavallo di Ciminà, selezionati accuratamente insieme alla compagna e braccio destro Ilaria Santelli, che si occupa della cucina e dei topping. Il percorso gastronomico si arricchisce con una selezione di fritti che non fungono da semplice apertura, ma rappresentano un secondo capitolo del racconto culinario. Le polpette sono un cavallo di battaglia e cambiano con le stagioni. Ci sono le classiche di carne, le melanzane d’estate, la versione pollo e patate con cosce cotte alla birra e patate della Sila IGP, fino alla più golosa pasta, patate e provola, arricchita con guanciale di suino nero e fonduta di caciocavallo. Una parte del passato di Pasqualino continua a vivere nei tre panini rimasti in carta, selezionati tra i più amati del suo precedente percorso: CLASSICO - Hamburger 180gr di bovino razza podolica Aspromontana, caciocavallo della Sila DOP piastrato, pancetta croccante di suino nero di Calabria, icerberg, pomodoro rosa di Belmonte (diverso fuori stagione), cipolla di Tropea I.G.P. caramellata e salsa burger; RIBS - Costolette di suino nero di Calabria cotte a bassa temperatura alla BBQ, caciocavallo della Sila DOP, cipolla di Tropea I.G.P. caramellata, pancetta croccante di suino nero di Calabria; CRUNCHY CHICKEN - Hamburger di pollo marinato al burro di arachidi calabrese, caciocavallo della Sila DOP piastrato, valeriana, carote croccanti, salsa sriracha al cocco. Tutti i lievitati – bun, padellini, bao, brioche – vengono prodotti internamente. Infine, i dolci seguono la stessa filosofia del resto del menu: pochi elementi, nessun semilavorato, esecuzione essenziale. Il padellino dolce con base brioche farcita al momento e la tetta della monaca sono le proposte più identitarie, mentre d’estate entra in carta una delizia al limone, fresca e golosa.
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Beverage e carta degli oli: solo Calabria e partnership in esclusiva La scelta del beverage segue con rigore la stessa filosofia che guida la cucina: raccontare il territorio senza concessioni. In carta non compaiono prodotti commerciali, né soft drink né birre industriali, perché l’obiettivo è valorizzare esclusivamente ciò che la Calabria produce. La carta dei vini è in evoluzione, con l’intento di inserire tutti i vini del presidio Slow Wine. Al momento comprende una quarantina di etichette selezionate da un sommelier professionista, per la maggior parte provenienti da cantine che lavorano con approcci artigianali o comunque radicati nelle loro zone di origine. L’intento non è offrire una lista enciclopedica, ma una selezione essenziale e ragionata che permetta di accompagnare le pizze con vini capaci di esprimere genuinamente il carattere della regione. La birra è affidata al birrificio Lametus di Lamezia Terme. Una partnership che vede una produzione in esclusiva per la pizzeria. Scelgono insieme le ricette e le etichette ( in collaborazione con lo studio Nua - studio di design della comunicazione visiva). Al momento in carta la birra è la “Nysa”- dea della festa - e anno nuovo arriveranno altre due etichette. Infine, a breve l’avvio di una linea di cocktail sviluppata con un bartender locale che porterà in carta drink a base di prodotti calabresi come vodka e gin locali e un inedito signature al fagiolo calabrese. Completa l’offerta la Carta degli Oli, elemento centrale nel racconto della materia prima. La selezione comprende monovarietali calabresi, blend di piccole frantoi e diversi Presìdi Slow Food, accompagnati da note di degustazione e indicazioni di abbinamento. È un modo per sottolineare quanto l’olio extravergine sia parte integrante della cultura gastronomica della regione e, allo stesso tempo, per educare il cliente alla complessità sensoriale dell’olio calabrese, spesso meno conosciuto rispetto ad altre produzioni italiane.
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About Pasqualino De GiuseppeClasse 1988, originario di Cosenza, Pasqualino De Giuseppe cresce nella pasticceria dei genitori aperta nel 1992. A quattro anni mette già le mani in pasta. Nonostante la sua inclinazione, la famiglia osteggia la scelta della cucina indirizzando i suoi studi verso l’Istituto Agrario a dispetto del desiderato Istituto Alberghiero. Nonostante il suo percorso, nel 2013 ancora convintissimo della sua passione per il mondo della ristorazione, apre il suo primo chiosco di street food, Boss Burger – Viale Mancini, evoluzione del progetto Pako’s Bakery, primo laboratorio in città dedicato a cupcake, muffin e donut. Il mercato lo orienta rapidamente verso il salato: nel 2015 inizia a produrre bun artigianali ispirandosi allo zio Giuseppe, panificatore negli USA da 40 anni. Tra il 2016 e il 2017 segue diversi corsi di formazione, affinando tecniche di cucina e panificazione. Nel 2019, dopo la scomparsa del padre, trova la forza di mettersi in gioco e aprire De Giuseppe Bistrot. Cerca il personale e trova l’amore: l’attuale compagna e braccio destro in cucina Ilaria Santelli. Arriva il lockdown, il locale per necessità di asporto diventa hamburgeria con ricette cucinate e nel frattempo gli permette di studiare e dedicarsi alla panificazione avanzata: segue corsi con Francesco Di Salvo e Raffaele Bonetta, studia lievitati, chimica degli impasti e pizza contemporanea. Nel 2023 inserisce la pizza nel menu e ad oggi, nel 2025 il locale cambia identità diventando De Giuseppe Pizzeria e puntando tutto sulla Pizza Cosentina. La vera forza del progetto, in controtendenza con lo sviluppo dell’ Universo Pizza, è tornare alle origini e alla semplicità.
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DE GIUSEPPE PIZZERIA Lun-sab dalle ore 19:30 alle 23 Via Bari, 24, 87036 Quattromiglia CS T.366 274 9415 Menu Instagram PER MAGGIORI INFO: Nerina Di Nunzio info@foodconfidential.it
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