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LE TENTAZIONI SVELATE Il gusto ai tempi dei Borbone. Racconti dispersi, natura in posa. Il secondo degli appuntamenti di queste “degustazioni d’arte” tratta l’avventura della cucina borbonica affrontata e ricostruita attraverso le ricette di cuochi, gastronomi e dei “monzù”, ovvero dei capocuochi delle case aristocratiche. Nell’incontro si delineerà l’evoluzione della storia della cucina napoletana influenzata e legata inevitabilmente alle complesse vicende storiche che hanno visto la presenza a Napoli e in Campania di dominazioni differenti. Si parlerà inoltre di due personalità determinanti della gastronomia partenopea tra cui Vincenzo Corrado, scrittore, frate benedettino e poi segretario del principe Michele Imperiali di Francavilla, autore settecentesco di vari trattati dedicati alla cucina tra cui “Il cuoco galante”. E poi nell’800 l’attenzione su Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino ed eccellente scrittore autore de : “La cucina teorico pratica”. La ricerca storico - letteraria verrà arricchita dalle esperienze culinarie che offrono una piacevole e divertente lettura di episodi di uno dei periodi storici più affascinanti della vita di Napoli. Verranno inoltre analizzati testi letterari, documenti, diari dei viaggiatori del Grand Tour tra cui le testimonianze di Goethe, di Gregorovius insieme alle riflessioni di Matilde Serao, Domenico Rea e di altri scrittori del ‘900 sono tra le fonti che hanno guidato la narrazione tra aneddoti, segreti e lettere per descrivere e riproporre la gastronomia napoletana. La vasta selezione di capolavori rende visibile e aiuta a orientarci tra tradizioni, documenti, fatti divertenti con quadri che raffigurano gli ingredienti, i luoghi dove si comprano e si manipolano gli alimenti. E tra i vedutisti, ritrattisti e pittori di nature morte: Giuseppe e Giovan Battista Recco, Micco Spadaro, Christian Berentz, Gaspar van Wittel, Achille della Ragione, Giovan Battista Ruoppolo, Salvatore Fergola, Saverio Della Gatta, Antonio Joli, Giacomo Nani, Philipp Hackert, Angelica Kauffman, Giuseppe e Michele Cammarano. Il cibo, la simbologia che si lega alla tavola, il rapporto tra il cibo e la sua simbologia nell’arte attraverso soggetti iconografici ricorrenti: i pittori hanno scelto la sensorialità del cibo come seduzione, gli alimenti, i rituali, l’arte del mangiare e della convivialità svelano infatti tradizioni, stili di vita, relazioni affettive e sociali. Il cibo è fondamentale nel rapporto dell’uomo con il sacro, è simbolo di umiltà o di potere, segnale del mutamento del gusto. Al termine dell’incontro sarà possibile usufruire di un aperitivo preparato ad hoc dagli artigiani di Mercato Centrale al costo di €10,00. Si potrà scegliere un drink tra calice di vino o Prosecco oppure uno Spritz o Hugo o Mojito oppure birra Baffo d’Oro o 4l da abbinare ad un tagliere di salumi e formaggi con pizza bianca.
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