‘Le ricette di Napoli’ di Luciano Pignataro.

La settimana si chiude da Eataly Roma con il libro di Luciano Pignataro. “Le Ricette di Napoli”. Quelle che non dovrebbero mancare mai, quelle da provare almeno una volta, quelle da preparare per gli amici più cari.

Per la presentazione di venerdì 12 aprile, al fianco di Luciano Pignataro, giornalista de “Il Mattino” e autore di uno dei blog più seguiti dal settore, Pasquale Torrente, chef a Cetara del famoso “Al Convento” e ad Eataly Roma, e Guido Barendson, giornalista e responsabile del centro Italia per la Guida ai Ristoranti d’Italia di “l’Espresso”.

L’idea del blog www.lucianopignataro.it arriva come fine per realizzare un archivio personale. Dal parlare di vino a parlare di cibo il passo è breve. Gli argomenti trattati si focalizzano sempre su un preciso obiettivo: ritornare a pensare alla Campania come terra di tradizioni antiche, ricette favolose ed eccellenze enogastronomiche. A volte le ricette si concetrano in un’unica lunghissima giornata. Come il “parmigiana day” oppure il “pastiera day” con quindici versioni di un dolce immancabile a Pasqua per partenopei e non solo.

La mole di ricette che raccontano la tipicità gastronomica campana è tale da permettere la realizzazione del libro “Le ricette di Napoli, 650 piatti cucinati nelle case e nei ristoranti fra tradizione e modernità” (Edizioni dell’Ippogrifo), con la prefazione di Enzo Vizzari. 699 pagine di ricette della tradizione Napoletana.

«La cucina napoletana è come quella francese, è la cucina per eccellenza» dichiara lo stesso Luciano per descrivere la sua terra. Gli fa eco Pasquale Torrente parlando di cucina napoletana come identità di un popolo. Nel libro racconta la sua crescita attraverso la tavola, parlando della classica Genovese che “raggiunge i sentimenti”: piangi per le cipolle, ti arrabbi perché devi girare di continuo, sei attento alla cottura e non puoi distrarti ma, alla fine, sei felice perché la mangi. Regole di un piatto che rappresenta l’animo campano. Piatti che spesso nascono dalla povertà e dall’ingegno come il Mallone, realizzato con le foglie di cime di rapa scartate dalle famiglie nobili, si aggiungevano solo patate e peperoncino per creare un piatto, che oggi, è ancora presente e apprezzato.

Il libro raccoglie anche le ricette di alcuni cuochi e chef per osservare la cucina sotto l’aspetto della contemporaneità, ma continuando sempre a percorrere il tema delle tradizioni e richiamando i segreti dei piatti che, quotidianamente, si preparano nelle cucine napoletane, comprese le ricette della mamma di Luciano e di Pasquale. Per concludere, le parole di Torrente «la tradizione non è la cenere ma la fiamma dell’innovazione, bisogna solo conoscere le materie».

 

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