I sapori dell’AZERBAIGIAN a Roma

Inaugurata la seconda edizione del Festival della Cucina dell’Azerbaigian. Da quest’anno l’iniziativa si svolge nel cuore del centro storico di Roma: il ristorante Doney dell’Hotel The Westin Excelsior Rome in via Veneto.

A fare i saluti di apertura l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian Mammad Ahmadzada, che ha ringraziato per la presenza istituzionale di alto livello e sottolineato l’importanza dell’evento, capace di veicolare, attraverso la cucina, la conoscenza della cultura azerbaigiana in generale.

L’Ambasciatore ha poi passato la parola all’editore della casa editrice Polaris, Daniele Bosi, a cui si deve la pubblicazione della prima guida turistica in italiano interamente dedicata all’Azerbaigian. La guida, fresca di uscita nelle librerie, come evidenziato dall’editore, darà un sicuro contributo al turismo italiano in Azerbaigian.

Ad intervenire poi l’Avv. Manuela Traldi, presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, che ha offerto uno spaccato sui rapporti economici, estremamente positivi, tra i nostri due paesi.

Gli interventi sono terminati con l’annuncio, da parte dell’Ambasciatore, del 2020 come Anno della Cultura dell’Azerbaigian in Italia, il che porterà ad un fitto calendario di eventi relativi al paese nelle maggiori città italiane, dal mese di febbraio, fino a dicembre del prossimo anno.

Durante il Festival, in programma dal 27 al 29 novembre, tutti possono assaporare i piatti della cucina azerbaigiana a cena con un menu a buffet presso il Ristorante Doney, preparato dagli chef azerbaigiani giunti appositamente per l’occasione.

Ponte geografico tra Oriente ed Occidente, l’Azerbaigian offre una cucina in cui i profumi e i sapori orientali, ricchi di spezie, si fondono con materie prime di ottima qualità, andando a realizzare creazioni belle e gustose: Dolma, Gutab, Pilaf, Pahklava e molti altri piatti tipici.

Non è mancato il tradizionale tè aromatico, sinonimo dell’ospitalità tipica del popolo azerbaigiano. La tradizione del tè in Azerbaijan si perde nei secoli. Servire e bere tè è una componente fondamentale della cultura azerbaigiana, e accompagna sempre la visita, anche molto breve, di un ospite. Tipicamente il tè viene servito nei tipici bicchierini “armudu” in vetro, ma possono essere anche di ceramica o argento. La forma “a pera” degli stessi ha una valenza insieme estetica e termica, permettendo alla bevanda di restare calda più a lungo. Il tè viene accompagnato con zollette di zucchero, dolci, frutta e marmellate e a volte viene aromatizzato con spezie. Il tè azerbaigiano proviene principalmente dalla regione di Lankaran-Astara e proprio nella città di Lankaran fu aperta la prima fabbrica di tè del paese nel 1937.

E poi la melagrana, il simbolo dell’Azerbaigian. L’Azerbaigian è l’unico paese al mondo che coltiva tutte le varietà di melograno. La prima edizione del Festival del Melograno di Goychay si è tenuta nel 2006 e da allora viene celebrato ogni anno il primo fine settimana di novembre, dopo la raccolta delle melagrane. Durante il Festival si svolgono anche esibizioni di danze e musica tradizionale azerbaigiana e alcune competizioni, come quella per la melagrana più grande. Il festival vede l’esposizione di circa 60 tipologie di melograni, tra cui le tipologie più note per i semi grandi e dolci e la buccia sottile sono i Veles, Shirin, Gulaysha e Shikhbaba.

Da sottolineare anche i vini “Sadaf”, “Marjan” e “Makhmari”, prodotti da “Shirvan wines” con il marchio “Meysari”. In Azerbaigian la vinificazione ha una storia antica e il complesso vinicolo “Shirvan wines” mira a contribuire allo sviluppo del turismo enologico in Azerbaigian e a prendere posizione nel campo della produzione di vino biologico.

L’Azerbaigian è il paese maggiore per dimensioni, popolazione ed economia di tutto il Caucaso meridionale. Negli ultimi anni l’economia del paese è in costante crescita. Partner affidabile dell’Italia, tra i due paesi esiste un legame solido, di carattere di partenariato strategico. L’Azerbaigian è il principale fornitore di greggio per l’Italia e il più importante destinatario del Made in Italy nel Caucaso meridionale. E’ noto per il suo modello multiculturale, basato sulla convivenza armoniosa di varie religioni ed etnie, riflesse anche nella sua cucina.

Very Food Confidential.

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