Il 3 novembre 2017 ricorrono 30 anni dalla pubblicazione del Manifesto Slow Food, lanciato dal Gambero Rosso, allora supplemento settimanale del quotidiano il Manifesto.

Gambero Rosso 1987
Gambero Rosso 1987

L’inserto debuttava con molte firme prestigiose, quelle di Carlo Petrini e Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso e del direttore Valentino Parlato oltre che  di intellettuali e dirigenti politici: Folco Portinari, Dario Fo, Francesco Guccini, Gina Lagorio, Ermete Realacci, Sergio Staino. Il Movimento, nato per iniziativa di Carlo Petrini, prima come Arcigola, è diventato oggi un’organizzazione globale, di cui fanno parte 160 Paesi nel mondo, sinonimo di una nuova filosofia del cibo.  Slow Food si pone come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto, e tutto il mondo dell’enogastronomia, come un piacere e come risposta al dilagare del fast food. 

Slow Food. Storia di un'utopia possibile
Slow Food. Storia di un’utopia possibile

Slow Food. Storia di un’utopia possibile di Carlo Petrini e Luigi Padovani, (edito da Giunti e Slow Food Editore – 352 pagine, 18 euro),  rappresenta un excursus sulla storia di Slow Food attraverso  le vicende che hanno visto protagonista il suo fondatore, uno dei 50 uomini che potrebbero salvare il mondo,  secondo il The Guardian. Gli autori descrivono i comportamenti virtuosi di alcune aziende conquistate dallo slogan “Buono, pulito e giusto” che hanno deciso di adottare best pratices in agricoltura e nella scelta degli ingredienti. Dopo la nascita dell’associazione Slow Food la parola slow, al contrario di fast, è stata applicata a diverse aree che partono da un’analisi insoddisfacente della società. Slow food, slow life, slow tourism, slow cafè, slow city e slow marketing rappresentano la tendenza a prendersi cura dell’ambiente e delle relazioni umane, scopo principale dell’associazione italiana Slow Food.

Carlo Petrini e Gigi Padovani
Carlo Petrini e Gigi Padovani

In questa vicenda si condensano aneddoti, progetti, dati, i quali  segnano le tappe e i protagonisti di una lunga rivoluzione culminata nella creazione di una struttura di eccellenza come l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo che prepara gastronomi, cuochi, mastri birrai, panificatori, gelatai e diffonde una cultura del buon cibo e della tutela dell’ambiente.