TRAVEL CONFIDENTIAL: un weekend a Champoluc

Lo chef Simone Lolli, genovese, classe 1995, che vanta già diverse esperienze presso ristoranti stellati (tra cui Luigi Taglienti e Alberto Faccani), è il resident chef del ristorante Restò Tatà all’interno dell’hotel Au Charmant Petit Lac Ecohotel Parc&SPA 5* a Champloluc, in Valle d‘Aosta.

È stato lui ad invitarmi in questo paradiso terrestre, con la scusa di farmi assaggiare la sua cucina, orgoglioso della sua intraprendente creatività. Non a caso il percorso composto di 10 portate si chiama AudaciaMente e propone equilibrate alternanze tra carne e pesce, tra ingredienti semplici e leggeri e ingredienti più impegnativi.

Ad esempio, lo Scampo mediterraneo che precede Berlingots di selvaggina accompagnate da fonduta, limone e caffè. O, ancora, il main course di Piccione, cime di rapa, beurre blanc e tartufo nero, proposto subito prima di Anguilla, cavolfiore e pompelmo.

Non solo lo chef è molto giovane, anche tutta la brigata sprizza di energia e le loro voci allegre si possono riconoscere anche in sala, mentre ceniamo a lume di candela e la neve completa il paesaggio. Tavoli tondi di design in un contesto lussuoso e caldo, dove il minimalismo offre il giusto spazio all’esuberanza dei piatti.

La cena ha un buon ritmo e il sommelier non perde un colpo negli abbinamenti.

Bella la carta dei vini che osanna il territorio, ma non dimentica le etichette obbligatorie per un ristorante di questa caratura.

La scelta necessaria dei migliori prodotti del territorio, sommata alle eccellenze di tutta Italia dimostra come lo chef voglia dare spazio al buono in tutte le sue declinazioni.

Cotture tradizionali e tecniche innovative, danno forma ad un menu che cambia stagionalmente e che racconta ai commensali le aspirazioni di Simone Lolli e degli altri ragazzi anch’essi giovanissimi, come Leonardo Carella in sala (classe 2000) e il sommelier Andrea Bottero (classe 1991).

L’età media tra sala e cucina è di 26 anni.

Prima di sederci a tavola, il bar ci ha proposto dei divertenti cocktail ad alto tasso di interattività. Indimenticabile tra tutti “la vasca da bagno”, per scoprirla dovete andarla ad assaggiare!

Per arrivare all’Au Charmant Petit Lac Ecohotel Parc&SPA 5*, il percorso è un viaggio nel viaggio.

E sì, perché, arrivata a Torino da Roma e salita nella macchina che mi avrebbe portata all’hotel, il driver ha intrapreso un percorso alternativo pieno di scoperte.

Il signor Luca è un driver professionista, che ha iniziato a fare questo lavoro, per – all’epoca- rifornire i piccoli comuni che erano meno raggiungibili.

Attraversando piccole stradine con graziosi panorami naturali, ad un certo punto siamo arrivati a Point-Saint-Martin (di epoca romana). La leggenda vuole che San Martino, vescovo di Tours, durante un viaggio di ritorno verso la sua diocesi, si trovasse bloccato dalla piena del torrente Lys. Avendo molta fretta accettò così l’offerta del diavolo, che gli promise di costruire un ponte in una sola notte, pretendendo però un prezzo da pagare: l’anima del primo che lo avrebbe attraversato. Il santo decise di immolare un cagnolino affamato gettandogli del pane all’altra estremità del ponte, e fu proprio quella l’anima che il diavolo fu costretto a prendere in pegno. Nel periodo di febbraio, al ponte viene appeso un fantoccio che rappresenta il diavolo con ai piedi il cane, che viene poi bruciato con un pittoresco spettacolo con fuochi d’artificio per celebrare la fine del carnevale.

Poco più avanti ci siamo fermati ad ammirare il punto più caratteristico della strada romana delle Gallie (costruita per collegare Roma alla Valle del Rodano), precisamente il tratto di Donnas. La strada è intagliata nella roccia viva e qui regala la stupenda vista di un passaggio ad arco (utilizzato nel periodo Medievale come porta del borgo) che permette di scorgere le montagne in lontananza.

La zona di Donnas è anche famosa per la coltivazione eroica del Nebbiolo di montagna: si tratta della più grande area terrazzata vitata d’Italia, dove l’arte dei muri a secco è patrimonio UNESCO dal 2018. Il vino viene coltivato qui dal 1600, e le tecniche utilizzate hanno oggi raggiunto un’invidiabile sostenibilità economica e ambientale. Le pietre, infatti, non solo proteggono i pendii dall’erosione, riducendo la possibilità di frane e smottamenti, ma, catturando e trattenendo il calore del sole durante il giorno, riducono la forte escursione termica notturna.

Altra tappa distintiva di questo viaggio nel viaggio è stato il forte di Bard, un complesso di fortificazioni fatto riedificare nel 1830 da Casa Savoia e che oggi ospita Musei e mostre temporanee, ma, soprattutto, permette di fare un tuffo nella storia (è pressoché rimasto intatto nel corso dei secoli) semplicemente facendo una passeggiata o visitando le Prigioni del Forte.

Inutile precisarlo, alle volte basta lasciarsi trasportare e affidarsi alla passione di chi è con noi, ed è proprio così che, guardando fuori dal finestrino, quelle che ad un occhio distratto sembrano delle vigne spoglie si arricchiscono di significato e di emozioni che parlano di territorio e di tempi antichi.

Con la mente ancora nella storia, eccoci arrivati a Champoluc, a 1568 metri di quota, che è la località più conosciuta del comune di Ayas. L’Au Charmant Petit Lac Ecohotel Parc&SPA 5* si affaccia su un piccolo lago, che, quando non è gelato, è alimentato da una sorgente ed è la casa di numerose trote, che, nei periodi giusti, possono essere pescate dagli ospiti dell’hotel e portate in cucina per degustarle a pranzo o a cena.

Lo Charmant Petit Lac è ad emissioni CO2 pari a zero, sfrutta l’energia d vicine centrali idroelettriche e da pannelli solari; inoltre, la plastica è stata completamente eliminata e, in inverno, i caminetti sono alimentati dalla legna secca dei boschi.

Gli ambienti, caldi e confortevoli grazie alla presenza dominante del legno, presentano ampie vetrate per godere di panorami diversi a seconda dell’affaccio; uno dei più belli è quello della piscina della spa, che si trova all’altezza della neve.

Se siete sciatori da qui si parte per il Comprensorio Monterosa Ski. Si può sciare anche di notte e per gli ospiti dell’Hotel ci sono tariffe agevolate.

Per tornare alle prodezze del ventiseienne Simone Lolli, non posso non raccontarvi della favolosa colazione con vista che viene servita la mattina, perché lui si occupa anche di questo e non solo del ristorante.

Arriverà al vostro tavolo un grande vassoio con una ventina circa di piccole portate per darvi energia e allegrezza. In particolare, nella mia esperienza ho ricevuto: Frutti di bosco, arancia e mandarini, formaggi e salumi locali, burro, mela cotta, pane bianco (integrale e all’uvetta), crostino burro e marmellata, castagne al miele, croissant marmellata, croissant crema pasticcera, yogurt bianco, yogurt ai frutti di bosco, granola, pizza e focaccia, croissant salato, crostino con lardo e miele, crostini con pomodorini, tortino frangipane con confettura d’arancia. Ve lo racconto perché la colazione cambia molto spesso, in base alle disponibilità del mercato.

La spa è stata una dei miei luoghi preferiti durante questo soggiorno e poi ho approfittato per fare una bellissima passeggiata in paese.

L’atmosfera del posto, le attenzioni ricevute dai membri dello staff e la possibilità di staccare veramente dal caos cittadino, respirando il candore della neve e l’immensità delle montagne, fa di questo un viaggio indimenticabile.

 

HOTEL AU CHARMANT PETIT LAC

Route Ramey 50, Champoluc – 11020 Ayas (AO)

T. 0125308765

charmantpetitlac.com

 

Info per spostamenti:

Taxi La Carrozza

Strada Don Deynaz 6 – 11020 Ayas (AO)

T. 3356626748

champoluctransfer.com

 

Very Travel Confidential. Very Food Confidential.

 

Nerina Di Nunzio
I miei piatti preferiti? Pizza, gelato e tutto quello che è giapponese. Sono autrice e presentatrice TV, in realtà sono anche un avvocato pentito, esperta di marketing digitale e comunicazione. Per 7 anni sono stata direttore Marketing e Comunicazione del GAMBERO ROSSO e del Master in Giornalismo Enogastronomico, ho fondato l'agenzia di comunicazione e casa editrice Food Confidential, ho diretto per due anni la Scuola di Cucina della rivista "La Cucina Italiana" del Gruppo Condé Nast e per tre anni la sede di Roma dello IED - ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN. Insegno all'Università Roma TRE nel "Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche" e sono coordinatrice del MASTER in FOOD DESIGN PROJECT EXPERIENCE. In realtà vado anche pazza per il cioccolato e sono assaggiatrice esperta di birra e vino! Super appassionata di viaggi, arte e design, QUALITY AMBASSADOR di "cosaporto.it". La prossima sfida? Tra poco!

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