PANETTONE MAXIMO: è della Pasticceria Gruè il miglior Panettone di Roma

Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, si è tenuto a Roma il Panettone Maximo, il primo Festival del Panettone della Capitale. Quella che si è svolta al Boscolo Circo Massimo é stata una dolce giornata ricca di lievito, curiosità e pasticcerie d’eccellenza.

Un vero e proprio food market di livello, dove era possibile assaggiare, degustare ed acquistare con attenzione tutte le possibili declinazioni del dolce creato secondo leggenda, da Messer Ulivo degli Atellani nei dintorni di Milano tanto tempo fa. Partiamo dalla considerazione che mangiare il panettone a Roma non fa più ‘strano‘ come un tempo e che questo ‘Festival’ creato dal bravo Fabio Carnevali ne è la dimostrazione lampante. Le tante pasticcerie partecipanti hanno saputo portare in tavola una ricchezza fuori dal comune, si è passati dalle varie declinazioni del cioccolato (dal super fondente al bianco), fino ai frutti esotici e qualche tocco di salato (quello con pecorino e pomodorini secchi era notevole).

Ma come ogni festival che si rispetti (Sanremo insegna), ci vuole una giuria e un concorso che decida che in questa fine duemiladicianove sia il miglior ‘mastro panettonerie’ (di può dire vero?) della Capitale. Una super giuria di esperti, professionisti e addetti ai lavori si sono chiusi per ore tra assaggi e aspri giudizi, per poi nominare il vincitore.

La Giuria era composta da: Giuseppe Amato, pastry chef del ristorante La Pergola, Fabrizio Fiorani, miglior pastry chef d’Asia 2019, Fabrizio Donatone, Campione del Mondo Pasticceria 2015, Angelo Di Masso, pasticcere, Attilio Servi, pasticcere lievitista, Luigi Cremona, critico enogastronomico, Rossano Boscolo, chef e patron di Boscolo Circo Massimo, Valeria Maffei, redattore de Il Pasticcere, Marco Lombardi, giornalista de Il Messaggero e la nostra Nerina Di Nunzio, founder di Food Confidential. A loro sono stati sottoposti i panettoni, privati dell’etichetta o di segni di riconoscimento e, al termine degli assaggi, hanno proclamato il vincitore assoluto-

A vincere l’ambito titolo sono stati i ragazzi della Pasticceria Gruè che ha vinto sia nella categoria tradizionali che in quella a tema libero sul cioccolato. Ma senza dimenticare il podio della categoria tradizionali che ha visto salire le pasticcerie D’Antoni, Cantiani, Le Levain e Bompiani – altrettanto ricco e ben composto quello del ‘cioccolato’ con Cantiani, Nero Vaniglia, Pompi e Barberini – I premii speciali per la comunicazione digitale e per il packaging (davvero interessante) è stato vinto rispettivamente da Le Levain e Casa Manfredi.

Personalmente, dopo aver assaggiato la quasi totalità dei partecipanti, trovo questi premi e la classifica, giustissima e complicata da stilare, vista anche l’altissima qualità dei partecipanti e dell’offerta creativa. Ecco, se c’è un particolare da sottolineare è che mai come in questo momento storico, il Panettone sta dicendo una secondo vita, fatta di mani abili, lievitazioni attente e cura nei dettagli, sia che riguarda l’alveolata che le materie prime inserite davvero notevoli.

Il Festival si è concluso solamente ieri e qui già si attende la seconda edizione, forte di una particolare predilezione per il dolce natalizio e per la voglia di sottolineare anche in queste occasioni l’importanza del territorio con aziende che hanno accompagnato i dolci e i suoi assaggiatori, come i vini dolci e le bollicine di Casale del Giglio e Poggio Le Volpi, i liquori di Amaro Piccolo e Amaro Neri, il Chinottissimo e il buonissimo caffè Circi.

Al prossimo anno! Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.bloggokin.it
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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