L’orto marittimo di MORENO CEDRONI

Sognare è il primo passo per realizzare le cose. È così che nasce l’idea dell’Orto Marittimo che in corso di realizzazione sul lungomare di Senigallia.

Da un sogno che più che altro assomiglia ad un’idea e che ha anche come obiettivo l’avvicinare una comunità alla sua identità.

È stato voluto fortemente l’Orto Marittimo, inseguendo il sogno di Moreno Cedroni, che poi è diventato un sogno collettivo, prima condiviso e sostenuto dalla moglie Mariella e la figlia Matilde, e poi con tutti i ragazzi che lavorano alla Madonnina del Pescatore. Passando ore, giorni e anni a guardare il lungo mare, che restituisce costantemente bellezza. Un progetto fatto pensando a Senigallia come ad una comunità, ancor prima che a un luogo, ragionando di odori e sapori e anche di paesaggio. Ore passate con lo sguardo rivolto al mare, i profumi del Mediterraneo portati dal vento, ricordando i paesaggi che accompagnano per tutta l’infanzia, la nonna che raccoglieva in quel lembo di terra adiacente al mare i grugni, le acetoselle, la malva.

Memoria visiva e olfattiva? Sì anche. Forse anche per questo Moreno Cedroni ha deciso, un giorno di ormai tanti anni fa, di fare il cuoco. Quando si cresce di fronte al mare con l’orto dietro casa, gli animali nel cortile, una mamma e una nonna con la passione per la cucina e questi bouquet olfattivi nell’aria, probabilmente, e naturalmente, il destino era segnato.2

L’idea Orto Marittimo si è formata dunque pensando sì alla memoria, ma soprattutto con davanti agli occhi una visione per il domani. E qui ritorna l’idea di sogno. Riflettendo, infatti, su un luogo per la comunità – ché mai il senso di comunità è apparso così forte quanto in questi ultimi due anni – un luogo attrezzato dove ci si potrà beare dell’orto, della vista del mare e in primavera e in estate dei leggeri venti che accarezzano la spiaggia.

Cedroni ha pensato con Davide Groppi a delle luci più in linea con la natura, per una fruizione che sia anche notturna, pensando, con i progettisti, anche ai suoni della natura come lo sciabordio delle onde, le voci dei gabbiani e il vento caldo dell’estate. Ci sarà quindi, nell’idea, un impianto audio che esalterà ancor di più la natura. L’orto avrà anche una funzione importante per la Madonnina del Pescatore, prevalentemente le erbe aromatiche proverranno da lì. Ci sarà un vero sentore di mare in tutti i piatti.

Da anni Moreno Cedroni aveva in testa questo progetto perché il paesaggio architettonico marino ha connotato da sempre il lungomare di Senigallia, rendendolo unico nel mondo. Come fece il talentuoso Ubaldo Fiorenzi, inventore e idealista geniale che per primo immaginò un futuro urbanistico per Marzocca, attratto dall’armonia del luogo decise di acquistare vari ettari di terreno e progetta un innovativo piano urbanistico che prevedeva lo sviluppo di una serie di villini dal mare fino alla sommità della collina. Grazie alla realizzazione del suo sogno di costruire case ben curate ed esteticamente molto piacevoli, ad un prezzo accessibile a tutti, in pochi anni un piccolo villaggio di pescatori si trasforma in un ridente luogo di villeggiatura. Questa era la Marzocca di allora che si vuole restituire, un pezzetto di bellezza in quella di adesso.

L’idea era nata due anni fa ma a causa della pandemia il progetto è stato presentato nell’autunno dello scorso anno. Al fianco di Cedroni, a condividere il progetto, ci sono gli architetti Marco Maria e Fabio Maria Ceccarelli, insieme all’amministrazione del Comune dì Senigallia: ne deriva un’opera di qualifica che segna il passo per i futuri progetti della comunità.

È prevista la messa a dimora di erbe aromatiche della macchia mediterranea: Finocchio selvatico, Papavero, Erba ostrica, Erba cipollina, Grugni, Senape, Tarassaco, Acetosella, Ortica, Borragine, Paccasasso, Timo limone, Prezzemolo, Salvia, Rosmarino, Origano, Maggiorana, Citronella, Melissa, Santoreggia, Menta, Ginepro, Viòle, Gerani.

L’Orto Marittimo è un progetto legato al bel paesaggio, ma anche al paesaggio costiero così come lo si ricorda fino agli anni 60. Un luogo adatto all’osservazione e alla riflessione, un luogo che darà modo di godere del bello e, ancora una volta, del sogno.

 

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