DIVINITY: La terrazza ‘divina’ tra le cupole di Roma

Roma ha una nuova terrazza. Tra la cupola del Pantheon e quella barocca del Borromini di San’Ivo alla Sapienza, con un colpo d’occhio a 360 gradi sui tetti della città, sorge il nuovo rooftop Lounge Bar & Restaurant del The Pantheon Iconic Rome Hotel, con la cucina firmata Francesco Apreda.  Il nome è già tutto un programma: Divinity, in onore al Pantheon, monumento dedicato alle divinità pagane, che da qui si può ammirare da una prospettiva privilegiata.

La struttura è la punta di diamante del Gruppo Tridente Collection, e la terrazza è la sua ciliegina sulla torta. Cantina a vista, installazione a parete in ottone, pavimenti in marmo ed un elegante bancone bar. Lo stile colpisce, ma senza appesantire, rispettando la bellezza della vista mozzafiato su Roma. Un design che sa integrarsi con l’’invadente’ panorama circostante.

Courtesy Alberto Blasetti

“Dopo l’apertura di Idylio, sempre all’interno del The Pantheon / Iconic Rome Hotel – sottolinea Emidio Pacini – per il Gruppo Tridente Collection il Divinity rappresenta senza dubbio un altro importante tassello in direzione degli obiettivi prefissati. L’intento è quello di creare, con il fondamentale supporto del nostro Chef Ambassador Francesco Apreda, dei format ristorativi innovativi ad hoc per ognuna delle nostre strutture”.

‘Convivialità’ è una delle due parole d’ordine del menu, perché qui ogni portata è pensata per essere condivisa dai commensali. L’altra è ‘internazionalità’, dato che la carta comunica in pieno la filosofia culinaria di chef Apreda, romano d’adozione ma di origini napoletane, con esperienza sparse tra New Delhi, Tokyo, Mumbai, Londra.

Courtesy Alberto Blasetti

Ed ecco allora che troviamo le Paste Conviviali, con ‘interpretazioni’ di Amatriciana, Carbonara, Cacio e Pepe, Scoglio e Puttanesca. E poi i Thook, un vero e proprio omaggio all’india ma in versione fusion: uno spiedo con cottura tandoori che unisce prodotti nostrani a quelli orientali, come l’Astice al Curry Verde o il Maiale all’Eucalipto e Capperi.

Courtesy Alberto Blasetti

In carta anche la Spezial Pizza (tonda a spicchi o quadra al taglio). Dal nome si intuisce che non è la solita pizza. E anche i carapacci parlano di esotico, con proposte come quello di Spigola con Alghe e Yuzu.

E per finire non poteva mancare una dei prodotti più amati da chef Apreda, che rappresenta il forte legame con il suo territorio campano: la mozzarella di bufala, proposta a modo suo, in versione 38° in una Caprese Tiepida, Liquida e Affumicata.

“Ho fin da subito – spiega lo chef Francesco Apreda – pensato al Divinity come un luogo dove far convergere tutte le mie anime e le mie passioni: dalla pizza al tandoori passando per i crudi e la mozzarella di bufala. Un format sicuramente fuori dagli schemi, dove in coppia o tra amici si potrà creare la commistione preferita tra Oriente e Occidente”.

Courtesy Alberto Blasetti

Un capitolo a parte per i dessert, affidati alla giovane Pastry Chef Edvige Simoncelli. I suoi i Dolci in Vetrina, ovvero una selezione di piccola pasticceria da scegliere direttamente dalla vetrina, sono belli alla vista prima che buoni al palato.

In abbinamento, tante bollicine ed etichette provenienti dai migliori terroir della Penisola, con alcune chicche d’oltreconfine. A curare la cantina e dirigere il servizio di sala è Fabrizio Gismondi, restaurant manager e sommelier del Divinity. Degna di nota anche la mixology, con cocktail del bartender Mirko Zaccaria: dai grandi classici alla linea signature, tutta dedicata alle divinità dell’Olimpo capitolino: ‘Bacco’, ‘Cibele’, ‘Vulcano’ ed altri. D’altronde qui al Divinity non poteva essere altrimenti.

Courtesy Alberto Blasetti

Very Food Confidential.

Emanuele Condò
Curatore e storico dell'arte con alle spalle tante mostre in Italia e all'estero. All'amore per l'arte unisco un'enorme passione per la ristorazione, per la cucina ed il buon vino. Seguo i grandi chef come fossero rockstar (o campioni dell'AS ROMA!) e non perdo occasione per provare i ristornati che mi incuriosiscono in giro per l'Italia e non solo. Il mio libro sul comodino? Non un romanzo, ma la Guida del Gambero Rosso. E il mio hashtag preferito è #carbonaraancheacolazione.

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