DRAGO CONSERVE: Sicilia e pesca sostenibile

La buona notizia è che l’amore per l’Italian food non sembra rallentare la sua marcia. Cresce, supera tutto e trova sempre nuovi sbocchi di mercato sia in Italia che all’estero perché la qualità, quella vera e sincera del Made in Italy, vince sempre.

E il motivo è sotto gli occhi di tutti: qualità e rispetto della tradizione che si traduce in una marcata identificazione territoriale e innovazione del prodotto.

E il territorio è da sempre un elemento distintivo sul quale Drago Conserve ha deciso di puntare con forza. Un’azienda capace di crescere e sviluppare la propria realtà produttiva lungo 90 anni di storia, facendo perno sull’artigianalità e sul capitale umano, dove tutte le attività di marketing e comunicazione si uniscono con una promozione del territorio.

Passione e rispetto del territorio si fondono nel nome di questa storica azienda siciliana, forte di un’antica e nobile tradizione nella lavorazione del pesce, cresciuta nel tempo fino a trasformarsi da piccola realtà a conduzione familiare ad autentica eccellenza italiana, sempre con quella stessa profonda cultura artigianale che ne ha caratterizzato la crescita generazione dopo generazione e che si è arricchita nel tempo di nuovi processi produttivi, senza mai perdere di vista la qualità.

“Il nostro legame con il territorio è fortissimo e ci identifica da sempre, spiega Pierpaolo Drago, Direttore Commerciale di Drago Conserve. Attorno ai nostri prodotti abbiamo costruito un percorso fatto di artigianalità ed eccellenza. La tradizione è la base di partenza ma su quella investiamo, con grande rispetto e con quel pizzico di innovazione che deve esserci per essere al passo con i tempi. Idee e progetti nuovi, infatti, sono sempre i benvenuti, continua Pierpaolo Drago, perché tengono acceso l’amore e la passione per il nostro lavoro”.

Una scelta solo all’apparenza contro corrente perché, in realtà, questo ancoraggio alle origini ha un forte valore innovativo. Oggi infatti i consumatori cercano e chiedono identità, trasparenza e storie vere. I valori che guidano la Ditta Drago continuano ad essere gli stessi di un tempo, ossia il lavoro, la grande passione e l’amore per ogni piccolo gesto che accompagna la produzione di prodotti straordinari.

Amo il nostro ancoraggio alla tradizione, aggiunge Giuseppe Drago, Amministratore Unico di Drago Conserve. È come se attraverso di me riuscissi a far rivivere gli uomini che mi hanno lasciato in eredità questa importantissima ricchezza. Il più alto e nobile dei valori umani per me è la memoria. Il prodotto perfetto non è solo quello buono e che risponde alle esigenze del consumatore, ma anche quello che raccoglie in sé e riesce a comunicare la propria terra, la sua storia e le sue tradizioni”.

Territorio e tradizione. Un binomio perfetto specialmente quando ci si siede a tavola. Se poi si aggiungono materie prime di alta qualità, una lavorazione a mano e artigianale, la passione di chi li lavora, la speciale alchimia che ne nasce può davvero regalare prodotti unici.

Sapere che oggi l’attenzione dei consumatori e della grande distribuzione non è più orientata solo sul risparmio o su mode, ma piuttosto sulla ricerca dell’eccellenza che la nostra terra ci permette di offrire, conforta ed inorgoglisce, ci spiega Alessandro Drago, Direttore Marketing e Comunicazione di Drago Conserve. Soprattutto per noi che abbiamo sempre lavorato con attenzione e rispetto per il nostro territorio. Il nostro DNA aziendale nasce in Sicilia, patria di eccellenze gastronomiche fatte di tradizione e amore per il gusto. A questo abbiamo aggiunto competenza, conoscenza ed esperienza, valori che ci permettono di essere parte integrante e punto di riferimento dell’industria alimentare italiana”.

EQUILIBRIO TRA SALUTE E GUSTO

“Mangiare sano per vivere meglio”, “La salute vien mangiando”. Quante volte abbiamo sentito frasi di questo tipo? Le pronunciavano già i nostri nonni. Oggi ognuno ha la propria personalissima ricetta per ciò che riguarda diete, flessibilità a tavola e cibi corretti. Su una cosa però tutti sono d’accordo: il cibo da bisogno primario si è trasformato in un piacere.

Secondo dati Nielsen il consumatore oggi è più interessato a conoscere i meccanismi del settore (80%), a capire come è prodotto ciò che mangia (81%) ed è disposto a pagare di più per prodotti artigianali (74%), di origine italiana (72%), senza conservanti (70%) o a Km zero (63%). Il nuovo approccio alla tavola è quindi all’insegna della qualità dei cibi, della sicurezza alimentare e della variabilità che ci permettono di costruire una nuova cultura del cibo in equilibrio tra buon gusto e benessere. L’importante è quindi scegliere bene ciò che acquistiamo e ciò che mangiamo.

Dare un gran valore al cibo ci permette di assaporare le infinite sfumature dei prodotti, con la consapevolezza che dietro ogni singolo cibo si nasconde la verità di un Paese, di un popolo. Tutti i sensi sono coinvolti in questa rivoluzione: il gusto, l’odorato, il tatto diventano strumenti per una conoscenza dell’ambiente e di se stessi.

Queste considerazioni salutistiche rimettono in primo piano la dieta mediterranea: un menu che mette tutti d’accordo e che ormai fa tendenza in tutto il mondo, grazie a una varietà di alimenti e una riconoscibilità territoriale che sono la vera forza dell’alimentazione Made in Italy. E non è questione di bilancino dei farmacisti, né tantomeno di penitenza a tavola. La dieta mediterranea rappresenta piuttosto un insieme di tradizioni, conoscenze e pratiche alimentari che vanno dal paesaggio fino alla tavola.

E tra i prodotti che di diritto rientrano nel filone salutistico e dietetico vi è certamente il pesce in tutte le sue declinazioni, in particolar modo per le sue caratteristiche di leggerezza e per la forte presenza in esso di Omega 3. Il pesce, infatti, nella dieta mediterranea ha un valore nutrizionale importantissimo. Che sia buono lo sanno tutti e che faccia bene lo dicono i medici sempre con più enfasi. E per fortuna compare sempre più spesso sulle nostre tavole.

Parlando poi di conserve ittiche naturalmente la ricerca del consumatore si dirige verso aziende solide e con un forte legame al territorio e alla tradizione.

PESCA SOSTENIBILE

Le sfide a cui una moderna azienda deve far fronte sono molteplici e in continuo cambiamento, alla luce delle nuove tecnologie e standard qualitativi sempre più rivolti alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Per questo l’attenzione e i controlli necessari a ottenere prodotti di qualità non si fermano all’accurata scelta delle materie prime, ma richiedono un impegno preciso per la selezione delle migliori tecniche di lavorazione.

A conferma dell’alto valore qualitativo della sua produzione nel settore delle conserve ittiche, Drago Conserve nel 2014, ha raggiunto l’obiettivo della certificazione BRC e della certificazione IFS, grazie alla percentuale elevata di conformità rispetto ai requisiti delle norme di riferimento, rilasciate entrambe da Accredia, ente certificatore autonomo riconosciuto internazionalmente.

Nello specifico le due certificazioni stabiliscono i requisiti di sicurezza e qualità, nonché i criteri operativi che devono essere soddisfatti dalle aziende alimentari, ai fini dell’adempimento degli obblighi previsti dalle norme vigenti e della tutela del consumatore.

Il British Retail Consortium (BRC) ha sviluppato nel 1998 uno standard tecnico per aiutare i retailer a soddisfare pienamente i loro obblighi legali e a proteggere il consumatore facendo una base comune per la verifica di tutte le aziende che forniscono i retailer con prodotti a marchio.  Lo standard, integrato con i più recenti aggiornamenti della legislazione alimentare (quali ad esempio gli allergeni e la rintracciabilità) richiede: l’adozione di un piano HACCP (analisi dei rischi e punti critici di controllo), un sistema efficace e documentato di gestione della qualità, il controllo dell’ambiente produttivo, del prodotto, dei processi e del personale.

Stesso principio vale per la certificazione IFS, emessa dall’Unione federale delle associazioni del commercio tedesche (BDH) per consentire alla GDO locale di verificare i fornitori di prodotti alimentari a marchio a cuiha aderito anche l’associazione francese FDC (Federation du Commerce et de la Distribution), stabilendo che la registrazione secondo IFS sia una condizione indispensabile per essere inclusi tra i loro fornitori. Nello specifico lo standard individua gli specifici elementi di un sistema di gestione focalizzato sulla Qualità e Sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, che prende la metodologia HACCP come riferimento per la pianificazione e implementazione. I principali elementi sono: adozione di un piano HACCP; adozione di un sistema documentato di gestione per la qualità; controllo standard per gli ambienti di lavoro, per il prodotto, per il processo e per il personale; esistenza di appropriate specifiche per materie prime, prodotto finito, prodotti intermedi, monitoraggio dei fornitori, posizionamento del sito, accumulo, raccolta e eliminazione del materiale di rifiuto, standard igienici e di organizzazione del personale e controllo di processo.

La certificazione BRC, così come la certificazione IFS prevedono la libera adesione ed in quanto tale sono ispirate ad un concetto di miglioramento. Ottenere annualmente entrambe le certificazioni vuol dire entrare in possesso di un marchio di qualità che dimostra, in modo incontrovertibile, gli sforzi intrapresi nel processo di trasformazione e distribuzione del cibo sul mercato all’ingrosso e al dettaglio, sforzi che si traducono nell’ottimizzazione delle risorse e nel conseguente taglio degli sprechi, con risparmi importanti anche nel breve periodo.

Perchè mangiare (e produrre) consapevolmente vuol dire prima di tutto rispettare l’ambiente.

Very Food Confidential!

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