Negli ultimi anni il mercato internazionale dei prodotti free from ha registrato tassi di crescita non indifferenti, tanto da spingere sempre più aziende, sia italiane che estere ad affacciarsi a questo settore. Gluten Free Expo & Lactose Free Expo, organizzate da Exmedia Srl, società del gruppo Italian Exhibition Group sono le manifestazioni internazionali dedicate al mercato e ai prodotti senza glutine e senza lattosio e da anni studiano il mercato per capirne l’andamento  e anticiparne le tendenze.

Secondo Euromonitor International, a livello globale il mercato dei prodotti free from negli ultimi anni ha ottenuto un notevole risultato: il turnover del mercato globale è pari a 1,875.3 milioni di euro. Per quanto riguarda la diffusione di celiachia e intolleranza al lattosio esse rappresentano rispettivamente il 26% e il 66%   rispetto alle altre tipologie di food intolerance.

 

 

 

 

 

 

 

Le dimensioni del mercato in Usa, Australia, Russia e Europa oscillano tra i 47 milioni di euro e i 442 milioni di euro.

Un nuovo mercato emergente è quello degli Emirati Arabi Uniti che dal 2011 ha registrato una crescita esponenziale.

Concentrandoci sull’Europa, i paesi che hanno ottenuto un turnover più alto sono Italia, Regno Unito, Germania, Francia. Negli ultimi anni, infatti, in Europa il business dei prodotti free from è aumentato del 5,1% e ha raggiunto un fatturato pari a 2.022 milioni di euro. Più in dettaglio, il segmento dei prodotti gluten free ha registrato un volume d’affari pari a 320 milioni di euro con una crescita del +27%. Anche il mercato dei prodotti lactose free non è da meno con un volume d’affari di 393 milioni di euro e una crescita del +18%.

Secondo l’Osservatorio sul mercato italiano senza glutine che ogni anno viene realizzato da Gluten Free Expo, per quanto riguarda le aziende italiane il 49,5% produce esclusivamente prodotti senza glutine, mentre il 50,5% ha sia una linea tradizionale che una senza glutine.

Da sottolineare come il fenomeno dei prodotti senza glutine stia attirando sempre di più la GDO, tanto da far aumentare la quota relativa ai prodotti marchio delle insegne. Per esempio, la quota delle private label nel settore pasta  rappresenta l’11%.

Inoltre, è importante evidenziare che quasi il 13% dei prodotti del largo consumo confezionato riporta in etichetta il claim “senza glutine” o “senza lattosio”.