LE POINT ZÉRO, bistrot creativo al riparo dalla folla

Dove

Le Point Zéro è a due passi dalle colonne che sostengono la Bourse e i suoi ristoranti à la page. A due passi dal movimento incessante lungo i Grand Boulevards. A due passi dalla Galerie Vivienne e dagli altri incantevoli percorsi che si insinuano nei palazzi parigini creando un percorso a sé (turistico, storico, architettonico). A due passi da tutto. Eppure bisogna cercarlo, arrivare su indicazione qualcuno che lo ha scovato prima di voi e regalarsi una bella serata lontano dai turisti, in compagnia di parigini e di una cucina maison, creativa quanto basta.

Le Point Zéro si trova qui, nascosto dietro una facciata qui ne paie pas de mine, come dicono i francesi, insomma una di quelle che non incuriosiscono a spingere la porta e a entrare.

Ai fornelli e in sala

Una volta dentro, subito ci si sente degli outsider. Se non siete parigini, giovani e se avete bisogno di tanta luce per leggere la carta, vi sembra di essere fuori posto. La sensazione però dura poco. Il personale, sorridente, vi mette a vostro agio. Le candele rivelano che i vicini di tavolo non sono poi tutti così giovani e quanto all’origine, beh, voi non siete come tutti gli altri turisti che scelgono solo gli affollatissimi dehors. Rilassatevi e godetevi la serata. Gli occhiali, però vi serviranno per leggere le proposte dello chef. Al piano terra l’atmosfera è quella del bistrot parigino, arredato con oggetti che arrivano dai mercatini e un grande bancone bar in legno. Una scala porta nella cantina con le volte a botte e le poltrone Chesterfield perfette per un drink dopo cena. Dietro la cucina a vista lavora Philippe Michee, chef per passione e poi sempre più per professione.

Perché

Per sentirsi davvero uno del posto, secondo la tendenza consolidata del nuovo viaggio esperienziale. Quello cioè fatto di luoghi, foto, tappe imperdibili ma anche di vita quotidiana dei posti che si visitano. Perché non ci sono molti posti che hanno un rapporto qualità/prezzo così buono e soprattutto dei piatti che parlano della tradizione ma che si nutrono di creatività e sono preparati rigorosamente con ingredienti di stagione. Perché non c’è bisogno di fare un pasto completo ma si possono scegliere tapas e un bicchiere di vino, o di birra. O anche di limonata prodotta dalla più antica “limonaderie” di Francia, classe 1856, con una ricetta totalmente naturale e mai modificata fin dal principio. La casa di produzione dei succhi e dei tè freddi è di poco più giovane, fondata nel 1879 e specializzata in bevande analcoliche di qualità.

 

Da non perdere

Il tonno scottato con salsa alle acciughe accompagnato da ratatouille, i calamari spadellati con cozze e salamino piccante, il filetto di maiale con spezie caramellate. La brioche perdue au fruits rouges, omaggio al dolce casalingo preparato con pan carré, latte e uova, servito con gelato o crema. Una delizia.

Piatto culto

Niente piatto culto. Qui c’è “solo” un univers: rivisitare i piatti tipici dei bistrot parigini in base alle stagioni e mettendo in risalto il prodotto.

Prezzi

A mezzogiorno menu degustazione a partire da 18,50€.

Le Point Zéro 9 Rue Paul Lelong, 75002 Paris Tel. +33 (0) 1 42 33 45 50

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Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Anche. Ha creato il concept di viaggio www.thetraveldesigner.it