Tre Forchette per il Reale di Niko Romito, migliore Ristorante d’Italia.

Grandi novità per la guida Ristoranti d’Italia 2018 del Gambero Rosso, che quest’ anno assegna ben 38 Tre Forchette e 25 Tre Gamberi,  rispettivamente ai ristoranti che meritano la visita e alle trattorie imperdibili.

Ma non è finita qui! E’ la prima volta che il premio Tre Forchette viene assegnato a un locale nel cuore dell’Abruzzo. E’, infatti, Niko Romito con il suo Reale a Castel di Sangro, a spodestare l’Osteria Francescana di Massimo Bottura che è il primo ristorante italiano nella The Best World’s insieme alla  Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri di Heinz Beck. Dunque con 96/100  è la chicca all’interno di Casadonna, suggestivo monastero del ‘500,  che è il cuore del piccolo impero di Niko Romito, a diventare il miglior Ristorante d’Italia.

Niko Romito
Niko Romito

“Il cuoco moderno è quello che sa meritare le Tre Stelle Michelin e da oggi le Tre Forchette del Gambero Rosso ma sa anche portare qualità in una mensa ospedaliera, dimostrando che l’alta cucina si può fare per tanti, se non per tutti, e con un progetto sostenibile”, ha commentato lo chef Romito. Entusiasta per “questo riconoscimento inaspettato”, Niko ha sottolineato che il 2017 “è stato un anno speciale, per me, per la mia squadra, per i giovani di Casadonna. Stanno arrivando da tutto il mondo persone  che chiedono  la nostra formazione e, con il progetto Bulgari, stiamo portando la vera cucina italiana nelle grandi città del mondo. Tutto questo perché con i ragazzi riesco a fare una grande ricerca. Dal Reale parte un messaggio di innovazione compreso in tutto il mondo”.

Niko Romito, 43 anni, giovane cuoco autodidatta, ha conquistato nel 2014 le Tre Stelle Michelin 2014 e ha scalato anche la World’s 50 Best Restaurants, posizionandosi quest’anno quarantatreesimo.

Assoluto di cipolle di Niko Romito
Assoluto di cipolle di Niko Romito

La cucina italiana è più matura più che mai. Con l’espansione dei social che permettono confronti velocissimi e forniscono agli utenti servizi aggiornati in tempo reale, ma dall’altro mettono sul piatto il rischio di un’omologazione di format e ingredienti, i migliori esponenti del made in Italy fanno quadrato e mandano al mondo un messaggio chiarissimo.

Non è più tempo di sterili esercizi di stile, trionfano concretezza e immediatezza di sapori – ha sottolineato Laura Mantovano, curatrice della guida Ristoranti d’Italia 2018 del Gambero Rosso .  Si riparte dalla tradizione perché, se è vero che non c’è futuro senza contaminazione, scambio, confronto, è altrettanto certo che non c’è futuro senza tradizione e la grande esplosione dei Tre Gamberi, le trattorie custodi della sapienza familiare, lo conferma”.

Il territorio, dunque, come centro nevralgico del sistema, al cuore di tutto c’è l’ingrediente. È dalle radici che si riparte per disegnare il futuro. L’arma vincente è il perfetto mix fra tecnica e concretezza contadina.

l_7050_Gambero-rosso-2018-Ristoranti (1)Ma torniamo ai numeri. 38 Tre Forchette (nove in più del 2017) compongono la squadra dei migliori ristoranti d’Italia. I nove nuovi ingressi: Agli Amici dal 1887, Atman a Villa Rospigliosi, Enrico Bartolini Mudec Restaurant, Da Caino, D’O, Duomo, Imàgo dell’Hotel Hassler, Miramonti l’Altro e il Pagliaccio , danno più che mai l’idea della straordinaria vitalità della cucina italiana, che vede in prima linea non solo giovani talenti ma anche grandi vecchi capaci di regalare, grazie a fortunati o intelligenti ricambi generazionali, nuove emozioni.

Senza dimenticare non solo le trattorie, ma i wine bar, le birrerie e gli etnici, i cui campioni sono indicati rispettivamente come Tre Gamberi, che vedono quest’anno ben sette nuovi ingressi, Tre Bottiglie, Tre Boccali e Tre Mappamondi. Occhio più attento, poi, al fenomeno bistrot, formula contemporanea che spopola in molteplici varianti caratterizzate da una fruizione informale e dai menu eclettici e moderni, valutati con un simbolo apposito, le Tre Cocotte: tre i detentori del massimo riconoscimento.

E ancora, i premi speciali:

Novità dell’anno Signore te ne ringrazi, la nuova creatura di Michele Biagiola a Montecosaro (MC);

Ristoratore dell’anno a Stefan Wieser de la Siriola dell’Hotel Ciasa Salares di San Cassiano (BZ);

Miglior comunicazione digitale  a Le Calandre di Rubano;

Miglior servizio di sala Lido 84 di Gardone Riviera (BS);

Miglior servizio di sala in albergo L’Olivo del Capri Palace di Capri (NA).

Continuano le prestigiose collaborazioni che coronano la premiazione:

TrentoDoc, storico compagno di viaggio, al quale si aggiunge quest’anno Circuito da Lavoro, per le Tre Forchette;

Acqua Panna e S. Pellegrino per il Cuoco emergenteAndrea Leali di Puegnago sul Garda (BS);

Franciacorta Animante Barone Pizzini per il premio Terra e AmbienteCarlo Magno di Collebeato, Andreina di Loreto, Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi;

Pastificio dei Campi per l Ristorante con la migliore proposta di piatti di pasta: La Magnolia dell’Hotel Byron di Forte dei Marmi (LU);

Molini Spigadoro per il Miglior pane in tavola: Capofaro Malvasia Resort di Salina (ME);

Nuova Castelli per il Ristorante che valorizza i grandi prodotti caseari Dop italianiZur Rose di Appiano (BZ);

La Bella Estate Vite Colte per il Pastry chef dell’anno: Luca Lacalamita dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze;

IBeer per il Ristorante con la migliore proposta di abbinamento cibo/birra: Votavota Marina di Ragusa;

Ferzo Wines per le Tavole con il miglior rapporto qualità prezzo

Inoltre, da quest’anno, la guida Ristoranti d’Italia si arricchisce con Le grandi cantine della regione per orientare i consumatori nella scelta dei migliori vini che meglio si abbinano ai piatti regionali del territorio.