Sì, potrebbe essere l’uva del futuro, ma per il momento è ancora in via di sperimentazione in alcune aziende della Franciacorta: stiamo parlando dell’Erbamat, un antico vitigno autoctono del bresciano presente soprattutto nella zona tra il lago di Garda e la Franciacorta.

L’Erbamat prende il nome dalla colorazione verde erba della buccia. Si tratta di una varietà tardiva che produce vini delicati e sottili, aromaticamente piuttosto neutri ma dotati di una spiccata acidità. Caratteristiche, queste, che la rende perfetta per dare la giusta freschezza alle cuvée della Franciacorta.

Tra il 2009 e il 2011, sono stati realizzati alcuni impianti, in parte ex-novo in parte mediante sovrainnesto, nelle aziende locali fra le quali la Guido Berlucchi dove è appena iniziata la prima vendemmia di Erbamat.

Vigneto Castello, filare Erbamat
Vigneto Castello, filare Erbamat

I raccoglitori sono al lavoro nel vigneto Castello, un ettaro di vigna biologica sulle balze del maniero medievale di Borgonato. La vendemmia odierna si prospetta generosa per quantità e qualità: i grappoli sono sani e le analisi pre vendemmiali evidenziano acidità ben equilibrata.

“L’Erbamat è una varietà piuttosto delicata, che dà il meglio se coltivata su terreni asciutti. – spiega spiega Arturo Ziliani, enologo e AD della Guido Berlucchi – Soggetta a ustioni, va protetta dai raggi ultravioletti: abbiamo scelto di impiantarla sul versante est della collina del castello, che presenta tra l’altro un suolo privo di ristagni idrici”,

“Matura da metà settembre a ottobre, un mese dopo lo Chardonnay e il Pinot Nero: si propone quindi come una delle risposte franciacortine al cambiamento climatico. Le microvinificazioni degli anni scorsi hanno evidenziato acidità bilanciata, profumi floreali e buona longevità. Con questi presupposti, siamo davanti a una varietà sulla quale investire per il futuro del territorio, attingendo dalla tradizione contadina locale”, continua Ziliani.

Da alcuni anni Berlucchi, attraverso prove in campo e microvinificazioni, collabora con il Consorzio Franciacorta studiando e sperimentando le potenzialità dell’Erbamat.

Il team agronomico, vista l’introduzione della varietà nelle modifiche al Disciplinare (norma a cui si deve far riferimento per ottenere un vino a DOCG, DOC, IGT) di quest’anno che definisce la base ampelografica dei Franciacorta DOCG, ha sovrainnestato un ettaro di Chardonnay nella porzione orientale del vigneto Castello.

Nello specifico, il nuovo testo del Disciplinare introduce la possibilità di utilizzare il vitigno erbamat fino a un massimo del 10% per le versioni Franciacorta e Franciacota Rosé, mentre non potrà essere utilizzato per la tipologia Satèn.

La coltivazione dell’Erbamat risale dagli albori della Franciacorta enologica: la citò già l’agronomo Agostino Gallo nel suo Le dieci giornate della vera agricoltura, e piaceri della villa (1564) come varietà presente anche sulle colline franciacortine.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eccomi qui con la mia terra nel cuore: pugliese di Roma, sono giornalista pubblicista, comunicatrice e manager di eventi, press e social media. Sono laureata in giurisprudenza e ho lavorato in contesti multinazionali e professionali con alti livelli di performance . Da sempre attenta ai trend comunicativi degli eventi e della moda, oggi mi occupo anche di comunicazione nel settore enogastronomico. Il mio lavoro e' una passione che porto nel cuore, come la mia terra, e sono pronta a mettere le mie competenze e la mia energia al servizio di progetti di alto livello qualitativo.