DONATELLO, ristorante gastronomico con vista spettacolare

Dove

Nel parco di Chantilly, a una ventina di chilometri e un universo di distanza da Parigi. Un luogo unico, verdissimo, a due passi dal castello che fu del principe di Condé e che ospita la seconda collezione di arte classica più importante di Francia. E a due passi dal Museo del Cavallo. E dal più importante centro di Polo d’Europa. E da un campo di golf fantastico. E da un laghetto. E da un borgo incantevole in cui è nata la crema chantilly e di cui si innamorò persino la regina Maria Antonietta che volle farlo replicare nel parco di Versailles. Più precisamente, il ristorante Donatello si trova dietro le spettacolari vetrate panoramiche dell’hotel Dolce. Che offre ai suoi ospiti l’occasione di sperimentare gli esclusivi Trails of Discovery, itinerari segreti per scoprire i dintorni.

Ai fornelli e in sala

La sala si prolunga oltre la spettacolare vetrata panoramica che l’abbraccia. Così, i tavoli proseguono anche nel giardino, e nella bella stagione la scelta è ardua. Dentro o fuori? La soluzione salomonica è di provare entrambi. Fuori, l’aperitivo, dentro la cena. Tutto porta la firma di Jimmy Elisabeth, lo chef che aggiunge alla scuola e all’esperienza parigina un tocco speciale che gli arriva dalla sua terra di origine, la Guadalupa. Jimmy il creativo è anche un esperto in management, anima una trasmissione radiofonica e coordina i tre ristoranti del Dolce Chantilly. Sorridente e cordiale, ha un potente asso nella manica. Anzi due. Le spezie e la sorpresa. Le prime affondano le radici lontano, la seconda invita i commensali alla scoperta e alla combinazione degli elementi. Tutto è nel piatto, ma ogni elemento va assaggiato e poi assemblato in base al proprio mood. Esperimento riuscito. Garantito!

Perché

Per sperimentare come anche il classico può cambiare senza essere stravolto. Avete mai provato lo Spritz con il St.Germain al posto dell’Aperol? O il Mojito ai frutti rossi? Ecco l’incontro con lo chef, che prosegue con piccoli amouse bouche prima di passare a tavola. Per assaggiare piatti preparati, per esempio, con l’aglio nero cioè con un aglio messo a macerare in acqua di mare poi passato in salsa di soia per 3 o 4 settimane fino a quando perde il sapore caratteristico e acquista quello del legno. Perché i prodotti sono semplici e nobili ma vengono lavorati e proposti in un modo originale che coinvolge fino all’ultimo boccone. Un continuo gioco di rimando: tu scegli dalla carta (in un originale tubo trasparente sul tavolo), lui realizza, tu – di nuovo – scegli cosa e come assemblare. E poi perché quando si staccano gli occhi dal piatto lo scenario oltre la vetrata è magico.

Da non perdere

Le sperimentazioni con le spezie, che qui cambiano prospettiva e vanno oltre il concetto di semplice ingrediente e accompagnano dall’antipasto al dolce. Il filetto di lotte è preparato con cocco, sedano e curry, il foie gras con fragole e gelatina di verbena, il dolce gioca con il rabarbaro. Tutto cambia spesso, ogni due mesi, secondo le stagioni.

Piatto culto

Jimmy Elisabeth non ha un piatto culto. Le spezie sono il suo marchio di fabbrica e il concetto della sua cucina, che deve essere bella ma che deve invitare a un viaggio nel gusto. Per le sperimentazioni delle farine, come quella del Bao, il pane preparato con farina di riso, si deve puntare al bar (dove la firma rimane la stessa). Quando la si trova in carta, la sfera di cioccolato e frutto della passione è un’ottima conclusione per una cena con vista!

Prezzi

40€ per un menu di tre portate, antipasto, piatto principale e dessert. Bevande escluse.

Donatello Dolce Chantilly – Avenue de Verdun, 60500 Vineuil-Saint-Firmin. Tel. +33 (0) 3 44584744

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteCene Galeotte – Casa di Reclusione di Volterra
Articolo successivoBirretta Wine and Food Hamburgheria Gourmet a Roma
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Anche. Ha creato il concept di viaggio www.thetraveldesigner.it