Rompiamo con la tradizione: arriva lo Jägermeister Manifest

Sono passati più di cento anni quando nel cuore della Germania, Curt Mast, noto cacciatore e produttore di liquori, mise insieme il fantastico mix di erbe, fiori, frutta e radici dando vita a quello che oggi è senza dubbio uno dei liquori più conosciuti al mondo, lo Jägermeister. Anche la bottiglia, il design, è stato scelto con cura rendendo il modello resistente e forte come è ancora oggi. All’epoca l’etichetta riportava un’antica poesia dedicata ai cacciatori e il notissimo cervo, proprio a rendere omaggio al mondo della caccia e alla leggenda di Sant’Uberto:

“Uberto, appassionato di caccia, conduceva una vita sregolata, durante una battuta di caccia si imbatte nella visione di un crocefisso tra i palchi di un cervo che lo invitava ad abbandonare la sua vita dissoluta e a convertirsi, cosa che egli fece di seguito. Infatti, dopo l’incontro con il cervo smise di andare a caccia e condusse una vita molto semplice”.

Courtesy of Jägermeister

Da leggenda a logotipo iconico il passo è breve dunque e oggi lo diventa ancora di più con il lancio di JÄGERMEISTER MANIFEST prima referenza super premium della gamma, nata per soddisfare i palati più maturi, attenti ed esigenti. Corposo e robusto (con il 38% di gradazione alcolica) il Manifesto si distingue dal fratello maggiore per la presenza dei noti accenni di anice e frutta secca, ma anche sottili spezie e quelle note amare di vaniglia e quercia. Un doppio processo di lenta maturazione (più di un anno) in piccole botti di rovere dove è lasciato a riposare prima dell’imbottigliamento.

Courtesy of Jägermeister

La bottiglia. Siamo partiti proprio da lì, da quell’icona di stile e forza che lo stesso Curt Mast ha creato. Icona che vince non si cambia (almeno non del tutto) e così il vetro verde lascia il posto al bronzo e l’etichetta con il cervo viene adesso applicata a mano come nelle vecchie cantine di un tempo.

Il Manifest sarà in distribuzione proprio dal mese di novembre e il consiglio è quello di berlo leggermente fresco ma non ghiacciato oppure per la miscelazione dei grandi cocktail. Rompiamo la tradizione con la tradizione!

 

Paolo Campanahttp://www.bloggokin.it
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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