GIN CONFIDENTIAL: le mystery box di The Gin Way e il Jo Ressel (part. 1)

Quando ci si diverte il tempo vola. Quando si hanno idee creative e innovative, il tempo ti da ragione.

A distanza di un anno dalla creazione, vi raccontiamo la storia di tre ragazzi di Brescia che a Maggio 2020 hanno lanciato l’idea di selezionare e spedire in abbonamento (ogni mese) un gin premium italiano. Un vero e proprio servizio dove può si selezionare il proprio abbonamento per ricevere la box, il cui contenuto rimane misterioso, nella quale trovate, oltre alla bottiglia di gin, le giuste toniche, i garnish o le decorazioni, gli snack e qualche originale gadget.

Cosa volete di più? Il meccanismo è davvero semplice, non ci vuole un premio nobel per comprenderlo, ma l’idea dei ragazzi del The Gin Way porta con sé il valore aggiunto della ricerca e dell’attenzione verso la distilleria italiana, che (probabilmente) è la vera chiave del successo.

Alessio Maccione, Cesare Zavattaro e Sabrina Sinigaglia sono i tre fondatori dei The Gin Way, che, per loro stessa ammissione, non vogliono assolutamente creare una box per la miscelazione casalinga, ,ma piuttosto delle box di appartenenza, dove sentirsi parte di un club. Nei paesi anglosassoni questo tipo di realtà hanno ha avuto molto successo, in particolar modo nel mondo della birra.

Il successo. A distanza di un anno, le vendite delle box si aggirano intorno alle 2000 al mese. Un risultato davvero ottimo, frutto senza dubbio di scelte attente e oculate, ma anche di saper guardare con attenzione il mercato. In Italia oggi si contano circa 500 etichette di Gin (stima probabilmente al ribasso), segno di un vero e proprio movimento in forte crescita ed espansione, ed è proprio a quel mercato, fatto di appassionati ed estimatori, che loro si rivolgono. Il nuovo modo di bere Gin non è solo un buon claim da marketing, ma è davvero qualcosa di realistico e tangibile, perché difficilmente si trovano idee capaci contemporaneamente di fare business e cultura di prodotto in modo così divertente e fresco.

Per comprendere meglio il tutto, ho preso la box di Aprile 2021 e all’interno di un packaging davvero ben curato (scatola davvero ben costruita) abbiamo trovato:

  • una confezione da quattro bottigliette di tonica Wild Botanical Imperdibile – italianissima e prodotta da Fava Bibite a Mariano Comense – “Dalla rigogliosa macchia mediterranea nascono preziose bacche di mirto selvatico e profumato alloro lucano, i cui infusi naturali conferiscono a questa bevanda uniche e inconfondibili note aromatiche che evocano i carezzevoli soffi della brezza marina.“, sinceramente non la conoscevo, ma (come da logica) l’ho trovata perfetta per l’abbinamento al Gin e ringrazio per la scoperta;

  • una bustina di lime disidratato di Botanica – azienda croata specializzata nel settore – sfizioso e perfetto come garnish. Il lime rilascia quel minimo di aromi senza invadere il campo del Gin Tonic che andremo a fare. Inutile star qui a raccontare delle qualità e delle proprietà del lime che ormai tutti conosciamo;

  • Un barattolo di olive Leccine dell’azienda Frisino. Esiste qualcosa di più perfetto delle olive mentre sorseggiamo un cocktail?

  • uno stampo in silicone per fare quattro cubetti grandi di ghiaccio – qui l’acqua e il freezer dovete metterlo voi.

Ma il Gin? Dove sta? Che hai trovato nella mistery box di The Gin Way? La domanda è nell’aria ed è proprio qui che arriva la scoperta. Qui torniamo a quella cultura del Gin di cui parlavo prima e che è senza dubbio un punto di forza del sistema che i ragazzi hanno messo in piedi.

Ammetto la mia ignoranza, forse in molti conoscevano già: il Gin Vento Carsico di Jo Ressel, creato dallo Chef Emin Haziri. Lo chef del Cannavacciuolo Bistrot di Torino, che dopo aver girato le cucine di mezza Europa facendo esperienze stellate, ha avuto anche il tempo di crearsi una propria azienda per produrre il suo Gin. Il Vento Carsico è uno dei due Gin prodotti (l’altro è il Brezza Adriatica) che ti colpisce subito, sopratutto al naso – lo ‘respiri’ subito volentieri – più volte. Se, come ci dice lo Chef, l’idea era quella di portare il suo territorio triestino e carsico nel suo Gin, la missione è riuscita perfettamente. Fresco e piacevole, questo Gin è la vera scoperta della Box di The Gin Way.

Ed è proprio per questo che la prima parte di questo viaggio finisce qui. Stupito dalla qualità e dall’idea di Gin che c’è dietro il Vento Carsico, ho cercato lo Chef Haziri e ci siamo fatti una luuuuunga chiacchierata… troppo lunga per stare in un solo articolo. Alla settimana prossima con la seconda parte!

 

Very GinConfidential. Very Food Confidential.

 

Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho sempre fame (e sete), sono curioso per natura e cerco sempre di capire le singole storie che si nascondono dietro ogni singolo piatto, cocktail, gin, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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