Champagne Cocktail: FRENCH 75

Ricordate la Champagne? Daiii… Quella piccola regione di appena 25mila kmq, a circa 150 km a est della Torre Eiffel… ancora niente?! Quella parte della Francia che produce uve tra le più pregiate al mondo? Beh, quel fraticello che ebbe l’intuizione, l’abate benedettino Don Pierre Pérignon, oggi avrebbe milioni di follower!

Fin dal Medioevo proprio lì, sono stati torchiati quintali e quintali di acini, al fine di ottenere quell’esclusiva bevanda che ci ha fatto innamorare della poca sobrietà della vita. Il terreno prevalentemente calcareo di questa regione, fu dimora di avvincenti storie di viticoltori, re, saggi monaci, esperimenti azzardati, errori, metodi classici e nettare di stelle.

Tutti questi elementi ci portano allo Champagne: metodo classico o appunto “champenoise”, famoso in tutto il mondo e spesso associato ai concetti di lusso e festa. Anche se ormai, potremmo dire di gusto e festa.

Ma in quanto bartender, seppur appassionato, non sono qui per parlarvi di questa storica e preziosa bevanda (lo lasciamo fare agli studiosi maggiormente qualificati), bensì del suo uso miscelato, che venne fatto negli anni da vari bartender attraverso abbinamenti con distillati e nuovi sapori.

Siamo nel 1889, il giornalista americano Mr. John Dougherty vinse una gara di miscelazione con i suoi colleghi di carta stampata di New York, aggiungendo allo Champagne del Cognac e dello zucchero, finendo il tutto con un elemento amaricante e aperitivo come l’Angostura.

Nei primi anni del ‘900 questo drink ebbe una smisurata fama e divenne di gran moda, determinando così il boom di vendite dello Champagne negli anni ’30.

Ci sono alcune varianti gustose da sperimentare e che ci permettono di giocare con questo drink. Alcuni mettono del Grand Marnier (miscela composta da vari Cognac ed essenze d’arancia) al posto del Cognac, rendendo così il drink più intrigante grazie alle spiccate note agrumate.

Anche Ernest Hemingway lo cita nel suo libro “Addio alle armi”, edito nel 1929, a testimoniare appunto il grande successo che ebbe lo Champagne Cocktail.

Dall’elegante e classico Champagne Cocktail è ora di assaporare qualcosa di più fresco e inebriante: Il French 75.

Il French 75 è un cocktail a base di gin, champagne, succo di limone e zucchero.

Lo possiamo aver sentito come “75 Cocktail” o semplicemente nella sua forma in francesce “Soixante Quinze” (Seventy Five).

La sua forma più conosciuta nel diciannovesimo secolo è la Champagne Cup, un cocktail molto popolare composto da Champagne, zucchero e succo di limone. Solo a volte veniva aggiunto del Gin, producendo così una bevanda molto simile al nostro French75.

Il drink risale alla prima Guerra Mondiale, fu creato nel 1915 al New York Bar di Parigi (che più tardi cambierà nome ne l’Harry’s New York Bar) dal barman Harry MacElhone. Si narra che la miscela di questi prodotti desse veramente un gran colpo al palato tanto da sembrare di essere bombardati con il potente cannone francese da 75mm.

Il drink è stato registrato per la prima volta come il “75” nel libro “Harry’s ABC of Mixing Cocktails”, edizione del 1922, di Harry MacElhone e nello stesso anno nel “Robert Vermeire’s Cocktails: How to Mix Them”, che attribuisce la bevanda a MacElhone.

Tuttavia le ricette differivano dalla forma attuale: la versione di MacElhone consisteva in Calvados, gin granatina, e assenzio, mentre Vermeire aggiungeva il succo di limone. La ricetta ha assunto la sua forma ormai classica e il nome di “French 75” nel “Here’s How” di Judje Jr. (1927), composta da gin, zucchero, succo di limone e champagne. Questa ricetta è stata pubblicata con il nome “French 75” nel “The Savoy Cocktail Book” (1930), che ha contribuito a rendere popolare la bevanda.

Anche in America è stato reso popolare allo Stork Club di New York. Lo possiamo considerare una delle tante star di Hollywood, dato che appare nel film Casablanca (1942) e viene citato ben due volte nei film di John Wayne. Lo abbiamo paparazzato anche ultimamente nel 2016 nella serie Mr. Selfridge ambientata a Londra negli anni 10’ e 20’.

Se non lo avete ancora mai assaggiato… vi aspetto al banco!

di Alessandro Cofini (Bartender Ercoli 1928)

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